Udinese Napoli agli occhi di molti potrebbe sembrare una nemmeno troppo importante, visto che il Napoli ormai è proiettato verso altri grandi scenari ed ancora vive sono le immagini delle notti d’Europa, di quelle che ti fanno battere forse il cuore e vivere un turbinio di emozioni che ti lasciano in fibrillazione per tutta la notte. Eppure Udinese Napoli è una di quelle partite che devi vincere a tutti i costi, perché i tre punti di Udine sono fondamentali per tutta una serie di motivi.

Fiorentina. I viola sono e saranno il fantasma di questo finale di stagione. Mentre da un lato cresce l’attesa per la finale di Coppa Italia che gli uomini di Montella giocheranno come se fosse la partita della vita, dall’altra parte sale la tensione perché il Napoli non ha ancora conquistato il matematico piazzamento al terzo posto. Questo vuol dire che la Fiorentina continua a sperare nell’impresa, nonostante abbia l’Europa League già in tasca. Proprio per questo vincere ad Udine vuol dire riconfermare la fiducia in un gruppo che sembra restare comunque solido, nonostante qualche piccolo malumore affiorato qua e la, abilmente montato da alcuni media. Un gruppo che però deve riassorbire presto le delusioni recenti (come l’addio al secondo posto) e rimodulare i propri orizzonti di gloria, almeno per questa stagione.

Mercato. Riparte il gran gioco del toto mercato. Con un mondiale ancora da giocare è già ripartita la costruzione mediatica del Napoli di dopodomani. Gonalons a detta di molti sembra quasi che debba sciegliere solo la casa dove abitare la prossima stagione. Altri nomi come al solito sembrano affari in via di conclusione, quasi che il Napoli a Luglio possa anche non fare mercato per come, sempre secondo i media, stia conducendo la campagna di mercato. Chi vivrà vedrà…

Hamsik e compagni. Marek sta tornando, a piccoli passi ma sta tornado e nella partita con la Juve è riuscito anche a provare l’ebbrezza di rivedere il pallone entrare in porta, peccato però che era in fuorigioco. De Laurentiis alla radio blinda, se ce ne fosse ancora bisogno, il suo campione consacrandolo un vero napoletano. Lui lavora sodo ed in silenzio, lasciandosi scivolare addosso le parole, le malelingue, i gufi e chi di pallone non ci capisce niente. Menzione a parte per Camilo Zuniga che finalmente rivede il campo di gioco, quello vero, anche se dalla panchina. Se la partita lo permetterà sicuramente Benitez gli concederà qualche minuto per riprendere l’agonismo necessario per ritrovare la forma fisica.

Una partita non facile, che porta con se numerosi risvolti e che deve essere affrontata come se fosse l’ennesima finale da vincere.