stabilimento balneare campaniaÈ già polemica per il decreto che affida le spiagge ai privati per 90 anni: Verdi ed ecologisti sono sul piede di guerra. Il governo ha deliberato ieri sulla decisione di concedere stabilimenti balneari ai titolari per un periodo lunghissimo, fino a 90 anni. Il presidente regionale di AssoBalneari Campania, Antonio Cècoro, si dice entusiasta, fornendo il punto di vista di chi in passato investiva nel suo progetto senza godere di alcuna garanzia: “Da anni eravamo fermi negli investimenti. Il nostro diritto di prelazione sulle aree demaniali già affidate a noi era stato cancellato, cancellata anche la possibilità che la concessione si rinnovasse in maniera automatica ogni sei anni. Il provvedimento del governo ci dà, invece, la possibilità di esser certi di poter godere degli investimenti che andremo a fare”.

Al contrario, giungono le critiche da parte dei Verdi e degli ecologisti, una rivolta che si scatena in tutta Italia, ma soprattutto in Campania, dove lo spettro di abusivi e gestioni affidate a clan è sempre presente. Cècoro puntualizza che “il rischio di interessi criminali e mafiosi lo abbiamo sollevato anche noi”, anche se “il provvedimento del governo non è un condono, i manufatti abusivi vanno abbattuti. Se sono senza licenza, se non hanno titolo urbanistico, vanno cancellati, ma è competenza dei Comuni verificare e procedere agli abbattimenti, il decreto riguarda solo le strutture che hanno tutti i crismi della legge”.

In una parte del decreto, comunque, leggiamo passi che dovrebbero garantire la libertà del cittadino nel poter usufruire del mare, bene non ancora privatizzato, “[…]fermo restando, in assoluto, il diritto libero e gratuito di accesso e fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione”. In merito alla questione di costruzioni abusive, invece, “[…]sono senz’altro acquisite di diritto alla proprietà del demanio ed abbattute in danno di colui che le ha realizzate. Le violazioni alla normativa vigente, incluse quelle di rilevanza penale, commesse su aree costituite da spiagge, arenili e scogliere continuano ad essere perseguite ai sensi della legislazione vigente”.

spiaggia campania

Precisazioni da un lato rassicuranti, ma la tradizione degli abusivi sulle spiagge campane va quasi di pari passo con quella degli stabilimenti balneari in regola gestiti, magari, da famiglie ed ereditati di generazione in generazione. Una roccaforte dell’illegalità che, avvertono i più preoccupati, non sarà certo distrutta da un decreto come quello stabilito dal governo.