La Regione Campania, in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e con l’Istituto Superiore della Sanità, si è fatta promotrice di uno studio finalizzato a verificare la presenza di diossina e di metalli pesanti nel sangue ma, soprattutto, nel latte materno della popolazione napoletana e casertana. La ricerca ha coinvolto un campione di 780 persone, cui è stato effettuato un prelievo di sangue, e un gruppo di 50 donne che hanno accettato di far analizzare il proprio latte. I risultati della ricerca Sebiorec (Studio Epidemiologico di Biomonitoraggio della Regione Campania) hanno evidenziato che gli agenti contaminanti presenti nel sangue e nel latte materno della popolazione campana non superano i livelli consentiti. Tuttavia le persone residenti nelle zone limitrofe ai siti di abbandono dei rifiuti presentano, nel loro organismo, livelli più elevati di diossina e metalli pesanti. In particolare, nel sangue dei cittadini napoletani è stata riscontrata una quantità di arsenico superiore rispetto a quella rilevata nel campione di Caserta.

Uno studio finalizzato, quindi, a comprendere se il livello di contaminazione del territorio campano abbia effettivamente aumentato il rischio della popolazione di ammalarsi. I dati sono in parte confortanti: non è ancora stata rilevata una “sovraesposizione” agli agenti inquinanti. Non si può trascurare, tuttavia, la correlazione positiva emersa tra parametri maggiori e zona di residenza, un dato che mostra chiaramente le conseguenze che l’attuale politica di smaltimento dei rifiuti comporta per la popolazione.

I dati emersi ci restituiscono una situazione ancora gestibile nel presente, ma ci lasciano dubbiosi per il futuro: cosa potrebbe accadere se l’esposizione a questi agenti contaminanti dovesse durare nel tempo e tra quanto tempo le cose potrebbero diventare davvero pericolose per la salute dei cittadini non ci è dato sapere.

Questa ricerca potrebbe, dunque, essere veramente utile non solo per avere informazioni importanti sull’attuale portata del fenomeno, ma per pianificare programmi di intervento specifici e strutturati per migliorare le condizioni ambientali del nostro territorio. Intanto, il consigliere per la Sanità della Regione Campania, Calabrò, rassicura tutti, mamme in primis.