Arriva un coro di no all’offerta di contratto per Claudio de Magistris come direttore organizzativo del Forum delle Culture: da Nicola Oddati, che per anni ha lavorato alla realizzazione della manifestazione, al giudice Raffaele Cantone, non certo un rivale del sindaco di Napoli, sono in tanti a ritenere per lo meno inopportuna la scelta di offrire un regolare compenso al fratello del primo cittadino.

La decisione dell’assessore Nino Daniele era destinata a far scatenare le polemiche e così è stato: prova a utilizzare un po’ di tatto il giudice Cantone, ma la sua contrarietà alla nomina di Claudio de Magistris è netta. “Non mi sono scandalizzato quando il sindaco disse di aver al suo fianco come consulente il fratello, pensati fosse naturale. Poi Claudio si è insediato a Palazzo San Giacomo gratuitamente e va bene. Ora però è coinvolto nell’indagine sulle regate della Coppa America e offrirgli un contratto remunerato non mi sembra opportuno“.

Simile anche il commento dell’ex assessore Oddati che ha guidato la Fondazione che organizza il Forum per diverso tempo: “Siamo davanti a un caso un po’ strano: se non ci fosse stato il legame di parentela, l’assunzione poteva essere considerata normale. Ma la ‘questione di famiglia’ rende il caso scivoloso. Claudio è un bravo professionista, ma l’opportunità avrebbe suggerito di muoversi in maniera diversa. È una scelta inopportuna”.

Doppia bocciatura quindi per Claudio de Magistris alla direzione organizzativa del Forum delle Culture, una scelta che non fa altro che aumentare le accuse di ‘parentopoli’ per l’amministrazione che prometteva la rivoluzione arancione. Un colore che a distanza di due anni è sempre più sbiadito.