Gestivano tutta la rete di spaccio nella zona del centro storico di Napoli, “i signori della droga”, tra diamanti, rolex, barche di lusso, un agriturismo: un giro d’affari di migliaia d’euro. Uno dei pentiti afferma che tra i clienti c’era anche il famigerato Genny ‘a carogna, ovvero Gennaro De Tommaso, l’ultras saltato agli onori della cronaca il 3 maggio del 2014 la sera dell’incontro della finale di Coppa Italia all’ Olimpico di Roma. Il pentito da cui risale l’informazione riferisce di una società costituita da tre persone che gestiva la piazza di spaccio del cosiddetto Buvero, nel centro di Napoli. Ne faceva parte anche Ettore Bosti, detto “o’ russo”, uno degli elementi di spicco del clan che gestiva il traffico internazionale tra l’Italia, la Spagna e la Colombia.

I carabinieri del comando provinciale di Napoli e del Ros hanno eseguito circa 30 arresti, e tra gli ammanettati ci sono elementi del clan Contini del centro storico della città. In più: 20 milioni di euro sequestrati da parte della Guardia di Finanza. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere per traffico di sostanze stupefacenti, con finalità mafiose.

Nelle intercettazioni i signori della droga parlano di “roba dal valore di 70.000 euro” e di come dividere e tagliare l“’Amnesia”, la droga da discoteca, che veniva venduta a 5 euro ai ragazzi che “fumano tre buste al mattino e dura tutta la giornata”.

Soliti momenti di tensione all’ esterno della Caserma Pastrengo, sede del comando provinciale dei carabinieri a Napoli, quando all’ uscita di alcuni degli arrestati un gruppo di parenti ha rivolto insulti e minacce ad alcuni operatori video. L’intervento dei carabinieri, però, ha riportato la calma.

Secondo le ricostruzioni i soldi del traffico della droga venivano investiti dagli indagati ritenuti contigui e affiliati al clan Contini, che porta avanti affari illeciti in alcuni quartieri del centro città. Tra i beni sequestrati dai finanzieri ci sono 40mila euro in contanti, orologi di valore, molti dei quali Rolex e Bulgari, ed un agriturismo che si trova in zona Capodimonte di Napoli: una costruzione di lusso con ristorante, albergo e campi di calcio, riconducibile a uno degli indagati.