luca cordero di montezemolo Si è aperto ieri mattina a Capri il processo a carico di Luca Cordero di Montezemolo per gli abusi edilizi di Villa Caprile. L’ex presidente di Confindustria è accusato di violazioni urbanistiche, deturpamento di bellezza naturali e falso per la sua immensa villa di Anacapri, e non è il solo indagato. I capi di imputazione, infatti, riguardano anche Francesco Saverio Grazioli, amministratore della società proprietaria delle villa, la Fisvi, l’architetto Rossella Ragazzini, che aveva diretto i lavori, e Francesco Di Sarno, legale dell’impresa costruttrice. L’udienza si è tenuta a Capri, nell’aula della sezione staccata del Tribunale di Napoli. Sono trascorsi due anni dall’apertura di un’inchiesta sul caso: il vicequestore Stefano Iurio incaricò il sequestro di due manufatti costruiti nel ritiro di Montezemolo, in quanto si trattava di opere sprovviste di autorizzazione. L’avvocato Alfonso Furgiuele, difensore di Montezemolo e Grazioli, ha ottenuto il rinvio del processo ordinario al prossimo 14 novembre. Gli avvocati Claudio Botti e Sergio De Simone, difensori, rispettivamente, dell’architetto Ragazzini e del legale Di Sarno, hanno chiesto, invece, il patteggiamento a 12 e 10 mesi pena sospesa. Nessuno dei quattro imputati era presente in aula dinanzi al giudice Alessandra Cataldi.

Processo a parte, si rimedierà agli abusi edilizi dopo il sopralluogo tenutosi proprio ieri. Villa Caprile è stata visitata dal procuratore aggiunto della sezione ambiente della Procura di Napoli, Aldo De Chiara, che ha disposto il ripristino di alcune aree e la demolizione delle opere già sequestrate. Coinvolti nel caso, a vario titolo, anche l’ex sindaco di Anacapri, Mario Staiano, il geometra Gennaro D’Auria, il comandante della polizia municipale Marco Pollio, Ottavio Russo e Daniele Valente. Per i citati, tutti accusati di essere stati complici degli abusi edilizi avvenuti nella villa di Montezemolo, l’udienza preliminare si terrà il prossimo 7 giugno presso il tribunale di Napoli.

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L’ex primo cittadino di Anacapri è accusato, in particolare, di falso, omissione in atti d’ufficio e favoreggiamento personale.