A Napoli, si sa, tutto è moltiplicato per mille. Ogni sensazione, stato d’animo o emozione, in questa terra baciata dal sole ed anche un po’ sfortunata, si enfatizza al massimo. La stessa cosa accade per il Napoli, quello fatto dai ragazzi che ogni tre giorni scendono in campo per difendere i colori di una maglia e anche l’orgoglio di una città da tempo martoriata. Non è facile essere il Napoli a Napoli. Non è da tutti resistere a stress emotivi che spesso ti tagliano il fiato, come quando esci dalla scaletta degli spogliatoi davanti la curva B e vieni travolto da un boato, degno del miglior girone dell’inferno dantesco. Napoli, il suo pubblico e la sua squadra, sono un tris di elementi che miscelati insieme danno vita al più potente dei composti chimici. Il problema si pone quando non si riesce ad equilibrare questi elementi. Ogni tifoso che mette piede allo stadio per sostenere la squadra non vede altro risultato possibile che la vittoria, come se il Napoli fosse un rullo compressore che non si ferma davanti a nulla. Sulla carta, in teoria, potrebbe essere anche così, ma la realtà dei fatti è ben diversa dalla fantasia.

Ripetere le gesta trionfali dello scorso campionato stavolta non sarà per nulla impresa semplice, vista anche la spietata concorrenza di Juve e Milan, quest’ultimo in forte ripresa nonostante il dramma di Cassano. C’è la Champions League di mezzo, un appuntamento che il patron De Laurentiis non vuole farsi sfuggire e che ha messo come priorità rispetto al campionato, almeno in questa fase iniziale e Mazzarri lo ha seguito alla lettera, visti gli eccellenti risultati raggiunti fino ad ora nella massima competizione europea per club, che porta tanta fama e tanta grana. Secondo posto nel girone e sfida cruciale con i tedeschi del Bayern Monaco, stasera a casa loro.

Quello che preoccupa i tifosi è l’andamento in campionato. Qui infatti il Napoli è in grado di alternare prestazioni vincenti (Milan, Inter e Udinese) a partite in cui quelli scesi in campo sembravano copie sbiadite dell’Euronapoli che tante soddisfazioni sta regalando ai suoi tifosi. Le prestazioni con Catania, Chievo e Fiorentina non possono ridursi solamente ad un calo di tensione agonistica, dato lo spessore non eccelso delle avversarie, due delle quali come fine ultimo hanno la permanenza in serie A. In molti hanno accusato Mazzarri, di recente inserito tra i cinquanta allenatori top d’Europa, di aver attinto in maniera eccessiva dalla panchina, ma sappiamo bene che il Mister di San Vincenzo non è persona stupida o sprovveduta e le scelte che ha fatto per quelle partite sono state dettate anche dalla fiducia che ha nelle seconde linee, che al momento però non si sono rivelate troppo all’altezza del Napoli. Far rifiatare gli uomini è una delle prerogative di Mazzarri, ben consapevole che questo Napoli non può arrivare alla fine della Champions – dato lo spessore tecnico delle squadre che sicuramente passeranno la fase a gironi – e competere anche per il campionato. Ma lui è ostinato e ci prova comunque, perché i giocatori per tornare in forma devono giocare. Tempo fa aveva messo in preventivo che alcuni punti in campionato si sarebbero sacrificati ma, agli occhi di molti, la sconfitta di Catania, venuta dopo la vittoria in casa sull’Udinese, è un passo falso che le “grandi” che ambiscono al vertice del campionato, non possono commettere. A rincarare la dose arrivano le parole di Ottavio Bianchi, uno che di Napoli ne capisce, che ieri dalle pagine del Mattino ha bacchettato la società, affermando che ai tempi suoi ogni partita di campionato aveva la stessa importanza, anche se però vedeva alcuni suoi compagni di squadra preparare le grandi sfide in maniera diversa.

Tutto qui allora? Tutto si può ridurre semplicemente agli stimoli che ogni partita ti dà? Certo che giocare al Massimino di Catania o all’Allianz Arena, non è la stessa cosa… Forse è proprio qui la chiave di tutto. Forse il Napoli già si sente grande, colpa anche nostra che siamo pronti a portare tutti in paradiso dopo aver triturato le due big milanesi. In realtà il Napoli sta maturando, sta crescendo gara dopo gara e, come un bimbo che impara a camminare, può anche capitare che cadi e ti fai male, l’importante è continuare ad allenarsi a camminare, fino ad imparare a correre. Quella col Bayern è forse la partita giusta per capire cosa vorrà fare il Napoli da grande, visto che poco dopo ci sarà la Juve ad aspettarci bella e riposata e con il morale alle stelle.

Non occorre sparare a zero su Mazzarri e la campagna acquisti, bisogna invece sostenere il momento particolare che i ragazzi stanno attraversando, la Champions ti assorbe tutte le energie fisiche e mentali e noi, che osserviamo da fuori e non scendiamo in campo, possiamo solo criticare con senno e raziocinio, senza tirar fuori paragoni con il Napoli di Altafini, Sivori e Iuliano: quello era un altro calcio e soprattutto erano altri tempi. Mazzarri ha a disposizione giocatori come Santana e Pandev, giocatori comunque di un certo livello che in fase offensiva possono ritornare utili durante l’anno, il problema è che uno non è in forma, ma sta per esserlo, e l’altro si è infortunato dopo alcune gare non eccellenti. Aspettiamo di vedere il Napoli al completo delle energie (poi comunque c’è sempre Gennaio per correre ai ripari) perchè non si può pensare che il Matador, affaticato e deluso per il furto subito in casa, Lavezzi e Hamsik possano essere sempre al top.
Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo, non ci vuol molto a capire, come detto anche dal mister, che in campo andranno i titolarissimi (come ama definirli lui), con Fernandez al posto di Cannavaro squalificato, in una difesa che potrebbe essere a quattro e con Zuniga che probabilmente potrebbe prendere il posto di Dossena a sinistra (ma dopo la prova di Catania è ancora tutto da vedersi).

Non ci resta che incrociare le dita e sperare nell’impresa azzurra a Monaco: sarebbe davvero un bel regalo per gli ottomila tifosi che stanno invadendo la città tedesca in queste ore e soprattutto sarebbe molto utile, come sottolineato anche da De Sanctis, per mantenere ancora incerte le sorti dell’intero girone e costringere anche gli avversari a giocarsela fino alla fine.

E dunque avanti Napoli, il treno per il futuro fa tappa alla stazione di Monaco.