Digitale terrestre, cambia di nuovo tutto dall’8 marzo: problemi per molte tv

Altra novità per gli italiani che dall’8 marzo prossimo dovranno far fronte a un nuovo cambiamento in materia di digitale terrestre e tv

Entro e non oltre il 2023 l’Italia entrerà totalmente in quella che può essere considerata l’era del DVB-T2, seconda generazione del digitale terrestre. Il prossimo step di fondamentale importanza ha data 8 marzo. Scopriamo cosa accadrà.

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digitale terrestre (pixabay)

Martedì 8 marzo 2022 ci sarà il cambio di codifica delle emittenti nazionali. Ciò significa che passeranno da MPEG-2 a MPEG-4 e il trasferimento riguarderà anche canali reti importanti come Rai, Mediaset e La7. Inoltre, a seguito della necessaria risintonizzazione, alcuni canali potrebbero non essere visibili. In tal caso, il problema sarà della vostra tv. I dispositivi di recente tecnologia riusciranno a decifrare le trasmissioni in MPEG-4, mentre per quelli non compatibili andranno cercate le versioni in MPEG-2.

Digitale terrestre, come risolvere il problema del MPEG-2

Per le televisioni meno recenti, che non riescono a trasmettere i canali su MPEG-2, i canali dall’1 al 9 si vedranno in schermo test pattern o completamente nero. I canali coinvolti saranno Rai 1, Rai 2, Rai 3 (TG Regione), Rete 4, Canale 5 e Italia 1 (questi tre in HD), La7, TV8 e NOVE. Dal decimo canale si potranno vedere le trasmissioni delle emittenti locali che trasmetteranno ancora in MPEG-2.

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Si consiglia di cambiare televisore o comunque di farlo entro il 31 dicembre 2022, poiché fino a quella data c’è un modo per ovviare al problema suddetto. In pratica, dall’8 marzo, per vedere i primi 9 canali su una tv che trasmette in MPEG-2, bisognerà cercarli dal 500 in poi. Infatti, la versione MPEG-4 di Rai 1 per quella data si sposterà dal 501 al 1°, al contrario farà il MPEG-2. Come già detto, questo provvedimento sarà valido solo fino all’ultimo giorno dell’anno corrente.

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C’è poi il caso di RaiNews24 che farà la migrazione del sistema di codifica, ma non in data 8 marzo. Per la maggior parte delle regioni il cambio è già avvenuto, mentre il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia-Romagna si adegueranno rispettivamente il 1° e il 2 marzo.