Pasta con erbicida: trovate tracce in note marche. C’è anche la Barilla

Pasta con erbicida: trovate tracce di glifosato in note marche a seguito di un test. Tra quelle italiane c’è anche la Barilla.

Pasta
Pasta (Pixabay)

Sono state trovate tracce di glifosato a seguito di un nuovo test all’interno degli spaghetti. Anche se trovate entro i limiti previsti dalla legge, la presenza di questo erbicida comincia ad essere un problema, perché si trovano costantemente tracce nella pasta che cuciniamo ogni giorno. L’ultimo test è stato svolto nel gennaio 2021 ma ad oggi non è cambiato nulla. Gli spaghetti di ben 19 marche testate, esportate in Germania ma molte delle quali prodotte anche in Italia, contengono piccoli quantitativi di questo erbicida. Anche se si tratta di tracce che rientrano nei limiti di legge, queste testimoniano un utilizzo davvero massiccio di questo pesticida. Mentre l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosato tra i probabili cancerogeni, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) non ha condiviso questa classificazione.

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Pasta, tracce di erbicida in note marche

Pasta
Pasta fusilli (Pixabay)

Le tracce di glifosato sono presenti in noti marchi di pasta anche se, come scrive Öko-Test, “i livelli di tracce molto bassi trovati qui non sono estremamente pericolosi. In questi anni si è parlato anche di vietare l’utilizzo del glifosato a livello europeo ma l’Ue nel 2017 ha esteso nuovamente l’approvazione fino alla fine del 2022. I marchi interessarti e che hanno presentato tracce di questo erbicida sono 11, si tratta di Barilla, Buitoni e Combino (Lidl).

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Gli altri marchi analizzati invece sono quelli venduti in Germania. Alcune marche di spaghetti contenevano anche componenti di oli minerali e tossine della muffa. Hanno presentato un leggero contenuto di idrocarburi (MOSH): sostanze che possono accumularsi negli organi e nel tessuto adiposo. Aumentata anche la presenza di Deossinivalenolo (DON) in due marchi di confezioni di spaghetti, tra cui anche Combino di Lidl. Secondo quanto scrive Öko-Test, una persona che pesa 60 chili consuma più della metà dell’assunzione giornaliera tollerabile con una sola porzione di questa pasta.