Paralimpiadi, podio tutto azzurro nei 100 metri T63

Le Paralimpiadi di Tokyo regalano altre medaglie all’Italia. Questa volta tocca alle centometriste aggiornare il medagliere azzurro.

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Martina Caironi, Ambra Sabatini e Monica Contrafatto monopolizzano il podio (Getty Images)

L’atletica italiana chiude col botto alle Paralimipiadi di Tokyo. Le ultime medaglie della spedizione azzurra arrivano dai 100 metri piani, categoria T63. Il podio si tinge tutto d’azzurro grazie a Ambra SabatiniMartina CaironiMonica Contrafatto. La prima centra l’oro ed il record del mondo, le altre due sono rispettivamente argento e bronzo.

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Le azzurre hanno espresso così la loro gioia alla fine della gara: “L’abbiamo fatta grossa, siamo Campioni del Mondo. Si è creata un’atmosfera bellissima“. La Sabatini cerca di riassumere quanto accaduto: “Lo sognavamo ed è bellissimo“.

Paralimpiadi, la storia delle tre azzurre medagliate

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Le azzurre sul podio durante la premiazione (Getty Images)

Cinque anni fa era stata la Sabatini ad agguantare l’oro, mentre la Contrafatto si era aggiudicata il bronzo. “Mancava la terza ed è arrivata” hanno detto ai microfoni della Rai. “Vincere dà una sensazione magnifica ma il podio a tre è qualcosa di meraviglioso. La prova finale è stata la pioggia, una difficoltà che non potete capire“.

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La Caironi, vittima di un incidente in moto, è stata d’ispirazione per la Sabatini che aveva cominciato a correre dopo un episodio analogo. Ma la storia più commovente è quella della Contrafatto. Nel 2012 si trovava in Afghanistan in missione come caporal maggiore dei bersaglieri. Durante un attacco alla base italiana venne colpita ad una gamba da delle schegge di una bomba. Le lesioni le provocarono danni all’arteria femorale, all’intestino e alla mano con la conseguente amputazione dell’arto. Proprio al paese devastato dal conflitto ha voluto dedicare la sua vittoria: “Dedico questa medaglia a quell’altro Paese che mi ha tolto qualcosa ma che in realtà mi ha dato tanto“. Con questo successo si arricchisce il medagliere azzurro, che sale a quota 69. Un vero e proprio record per la rappresentativa italiana che mai aveva toccato un simile risultato.