Juventus, Allegri nel mirino dell’antiriciclaggio: la risposta del tecnico

Max Allegri sarebbe finito nel mirino degli uffici preposti della Banca d’Italia. A rivelarlo è il quotidiano La Verità

Allegri
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Gli uffici antiriciclaggio della Banca d’Italia avrebbero puntato le proprie attenzioni su Massimiliano Allegri, il vecchio-nuovo allenatore della Juventus. Ci sarebbero da vagliare alcune operazioni di gioco d’azzardo e scommesse, a seguito di segnalazioni ricevute dall’istituto. A sostenerlo è il quotidiano La Verità, il giornale diretto da Maurizio Belpietro.

Ad accendere la spia sarebbero stati dei versamenti effettuati sul conte del tecnico da parte di una società maltese che risulta indagata per reati gravi, dalla truffa all’evasione fino ai rapporti con la ‘ndrangheta. La somma totale sarebbe di 161mila euro ottenuta con sette bonifici versati tra il 2018 e l’anno corrente. La società è la Oia service limited alla quale nell’ambito di un’inchiesta della procura di Reggio Calabria le sono state sequestrate beni dal valore di 400 milioni di euro.

Le società coinvolte che avrebbero versato copiose somme di denaro sul conte di Allegri sarebbero almeno due. Oltre alla maltese anche una slovena che in aggiunta ai sette versamenti ne avrebbe fatti altri, portando la cifra totale a 168mila euro, e altri 140 mila riconducibili a una banca di Monte Carlo.

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Antiriciclaggio, Allegri interviene: la reazione del tecnico

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Per i tesserati con la Figc è vietato scommettere, anche presso le ricevitorie legali, e La Verità chiarisce che i documenti che ha visionato riguardano solo accertamenti che sono anche abbastanza comuni quando si tratta di cifre così alte. Attenzione anche su 500mila euro spesi dal tecnico con la sua carta tra il 2018 e il 2019 nel gioco d’azzardo.

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L’allenatore della Juventus, tornato a guidare i bianconeri dopo due stagioni, ha replicato sostenendo che di essere estraneo a qualsiasi attività “illecite o irregolari” e a ogni tipo di operazione che possa riguardare il riciclaggio di denaro.