Campania, si resta in zona rossa: non basta il calo dei contagi

La situazione Covid migliora lentamente in Campania, ma la regione resta in zona rossa. Calano i contagi, ancora alto il numero degli attualmente positivi.

Campania zona rossa
La Regione resta nella massima zona di restrizioni (Getty Images)

Continua i lento miglioramento della situazione Covid-19 in Campania, anche se la Regione sembra destinata a restare in zona rossa. Istituita da quasi due mesi, le massime restrizioni non hanno invertito velocemente la curva pandemica e la bozza dei dati dell’Istituto Superiore della Sanità sarà decisiva per la zona di collocazione della Regione. Ad oggi quello che sappiamo è un effettivo calo dei contagi, anche a fronte di un calo dei tamponi analizzati.

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Ciò che inchioderebbe la Campania nella massima zona di restrizioni resta il numero degli attualmente positivi. La previsione odierna dovrebbe essere confermata anche dalla diretta settimanale del Governatore Vincenzo De Luca, da sempre attento all’andamento pandemica. Un ulteriore settimana di zona rossa, inoltre, permetterebbe ai contagi di scendere ulteriormente, per assicurare una zona arancione più tranquilla per i prossimi sette giorni.

Camapania, un’altra settimana in zona rossa: Regione al primo posto per ‘attualmente positivi’

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La Campania al primo posto nella classifica degli attualmente positivi (via Screenshot Gimbe)

La decisione definitiva sulla collocazione della Regione arriverà domani con la conferenza stampa del Presidente Vincenzo De Luca. Nonostante i continui paragoni proposti dal governatore, la Campania resta la regione con il più alto numero di attualmente positivi, con il tasso postività che si attesta tra il 9-10%. Inoltre anche il Ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva pronosticato la scorsa settimana altri 14 giorni in zona rossa per la regione campana.

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A riaccendere la speranza dei cittadini su un ritorno ad una ‘sorta’ di normalità, ci pensa la proiezione offerta dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Infatti le curve sono in calo rispetto al pieno della terza ondata, dato rispecchiato anche dagli ultimi due bollettini Nazionali. Infatti stanno calando sia il numero delle nuove positività, che quelli di terapie intensive e ricoveri. La svolta vera dovrebbe arrivare con il raggiungimento delle 500mila somministrazioni di vaccino giornaliere in Italia. Ma la data per la svolta sul piano vaccinale, nonostante le promesse di Draghi e Figliuolo, appare ancora lontana.