Covid, inchiesta mascherine dalla Cina: a Roma tre arresti domiciliari

Covid, inchiesta mascherine dalla Cina della Procura di Roma: blitz della Guardia di Finanza. Coinvolta anche una società di Milano

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Operazione della Guardia di Finanza sulla fornitura dalla Cina di mascherine durante la prima fase dell’emergenza Covid in Italia. Le fiamme gialle del Comando provinciale capitolino ha eseguito l’ordinanza del Gip che su richiesta della Procura di Roma ha disposto gli arresti domiciliari per tre persone.

Coinvolta anche la società milanese European network Tlc Srl per la quale è stata emessa la misura interdittiva del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione. I tre indagati sono Andelko Aleksic, Vittorio Farina e Domenico Romeo, indagati a vario titolo per frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata. Per i primi due c’è anche il traffico di influenze illecite.

La vicenda riguarda la fornitura di 5 milioni di mascherine Ffp2 e 430.000 camici destinati alla Regione Lazio da parte della European Network Tlc. Il prezzo complessivo era di circa 22 milioni di euro.

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Covid, inchiesta mascherine: documenti falsi per rilascio certificato Ue

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Guardia di FInanza (foto pagina Facebook)

Aleksic, a capo della società milanese che fino a quel momento si era occupata nel settore dell’editoria, avrebbe fornito documenti rilasciati da enti non rientranti tra gli organismi deputati per rilasciare la specifica attestazione necessari per dispositivi di protezione, ossia che fossero marcati e certificati Ue.

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Quando durante le procedure di sdoganamento sono emerse delle criticità, secondo l’accusa sono stati prodotti falsi certificati di conformità che sarebbero stati forniti dall’altro indagato, Domenico Romeo. Il tutto è partito da una denuncia della Protezione Civili. Repubblica scrive che in un passaggio dell’ordinanza della magistratura si legge che gli indagati parlavano con l’ormai ex Commissario all’emergenza Domenico Arcuri.