Brogli elettorali a Reggio Calabria, sei misure cautelari

Brogli elettorali a Reggio Calabria, continuano le indagini sulle votazioni comunali. Questa mattina un nuovo blitz della Digos

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La Digos di Reggio Calabria questa mattina ha arrestato sei persone in un blitz che ha portato alla misure cautelare degli arresti domiciliari. Per una persona c’è la sospensione dall’esercizio del pubblico. Gli arresti della Digos di Reggio sono arrivati al termine di un’indagine della locale Procura della Repubblica su presunti brogli elettorali in occasione delle elezioni comunali che si sono svolte nel settembre 2020.

Alterazione del voto, falsità ideologica in atto pubblico ed abuso d’ufficio; sono queste le accuse verso le sei persone coinvolte questa mattina nel blitz della Digos e coordinato dalla Procura. Tutti i dettagli dell’operazione saranno resi noti questa mattina in una conferenza stampa che comincerà alle ore 10.30.

La vicenda dei presunti brogli elettorali a Reggio Calabria non è nuova e non è la prima volta che le forze dell’ordine intervengono su ordinanza della magistratura che sta già indagando da tempo. A dicembre furono arrestate tre persone.

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Brogli elettorali a Reggio Calabria, coinvolto il consigliere comunale Antonino Castorina

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Tre mesi fa fu arrestato Antonino Castorina che con il Partito Democratico ottenne moltissime preferenze e che finì agli arresti domiciliari. Anche le persone coinvolte nelle misure di oggi secondo la magistratura farebbero parte di quel sistema che avrebbe consentito a Castorina di essere rieletto.

Nella scorsa retata tra gli arrestati c’era anche Carmelo Giustra, presidente di seggio che ai magistrati ha cominciato a rivelare qualcosa dell’organizzazione messa a punto. Ha messo a verbale che il consigliere gli disse di far votare le persone che si sarebbero presentate senza documento. Si trattava di anziani cittadini che probabilmente avrebbero votato per lui.

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Giustra ai magistrati ha anche raccontato che la nomina a presidente del seggio non era arrivata dal Comune ma direttamente dalla segreteria del consigliere. Nel presunto broglio ci sarebbe stata anche una duplicazione delle tessere elettorale per consentire alla persone di votare nel seggio giusto.