Procida, arrestato assessore: l’accusa è tentativo di estorsione

Procida, domiciliari per Antonio Carannante: avrebbe chiesto 20mila euro a un imprenditore per non denunciare presunto abuso edilizio

Antonio Carannate
Foto Facebook

Antonio Carannante, assessore al Contezioso e all’Acquedotto del Comune di Procida, è stato arrestato all’alba dai carabinieri. Tentata estorsione aggravata è l’accusa mossa nei suoi confronti dalla Procura di Napoli. Carannante è avvocato e avrebbe chiesto a un imprenditore 20mila euro. Ora è ai domiciliari.

Ci sarebbero stati dei presunti abusi edilizi e per non denunciarli l’assessore avrebbe chiesto che i soldi venissero consegnati a una sua cliente, proprietaria di una casa confinante con quella dell’imprenditore dove erano in corso dei lavori.

Le indagini sono coordinate dal Pm Woodcock. L’imprenditore avrebbe rifiutato di pagare la cifra richiesta. Dopo presso la struttura in questione sono scattati dei controlli che hanno portato al sequestro dell’immobile che non è stato convalidato dal Gip.

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Pubblicato da ANSA Campania su Martedì 12 gennaio 2021

Dalle indagini coordinate Procura della Repubblica di Napoli ed effettuate dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei carabinieri di Ischia è emerso che l’assessore avrebbe anche fatto pressioni al Comune, precisamente ai dipendenti del suo assessorato, per favorire verosimilmente i propri clienti.

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Avvocato dal 1994, si legge nel curriculum di Carannate che ha esperienza nell’attività di consulenza e assistenza giudiziale e stragiudiziale “con particolare riferimento al diritto amministrativo (appalti, espropriazioni, lavori pubblici, urbanistica)”.

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