Nuovo Dpcm, Conte: “Scuole aperte, stretta sulle palestre. Tutte le misure”

Il Premier Giuseppe Conte annuncia il nuovo Dpcm: tutte le nuove misure che adotterà l’Italia per arginare la diffusione del coronavirus nel nostro Paese.

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Il Premier Giuseppe Conte ha illustrato in una conferenza stampa in diretta da Palazzo Chigi le nuove misure che l’Italia adotterà con il nuovo Dpcm. L’obiettivo resta quello di arginare la diffusione del virus dopo i numeri di oggi: i contagi odierni sono 11.705, 69 morti. Aumenta ancora la pressione sugli ospedali: soltanto nelle ultime 24 ore c’è stato un incremento di 514 ricoveri e 45 pazienti in terapia intensiva. Grande attesa per la sua conferenza, prevista al termine del vertice con le Regioni a Palazzo Chigi. L’orario comunicato è quello delle 21.30, dopo le prime indiscrezioni che prevedevano l’appuntamento tra le 18 e le 20.

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Conte annuncia in diretta il nuovo Dpcm

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Nel corso dell’incontro con i capi delegazione di maggioranza, il ministro Francesco Boccia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro i temi più discussi sono stati la chiusura delle palestre e la questione scuola. Ulteriori dettagli vengono riferiti dall’Ansa. Il ministro per lo Sport Spadafora è contrario alla chiusura delle palestra, promossa invece da altri ministri. Per le scuole, discussa l’ipotesi dei doppi turni mattina/pomeriggio alle superiori, a cui la ministra Azzolina si è detta contraria.


Il presidente del Consiglio interviene in conferenza stampa: “Questo provvedimento dovrà consentirci si fronteggiare la nuova ondata di contagi che sta colpendo non solo l’Italia, ma l’intera Europea. Non possiamo perdere tempo, dobbiamo agire mettendo in campo tutte le misure necessarie per scongiurare un nuovo lockdown generalizzato, una nuova battuta d’arresto che comprometterebbe l’intero tessuto economico. I sindaci potranno disporre la chiusura di vie e piazze dove si creano assembramenti, consentendo l’accesso solo a chi sia diretto ad attività commerciali o abitazioni private”.

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Nuove limitazioni per i ristoranti: stretta sulla palestre

“Nei ristoranti si potrà stare a tavolo al massimo per sei persone, all’esterno dovrà essere affisso il massimo di persone ammesse. Asporto fino a mezzanotte e servizio al tavolo obbligatorio dopo le 18. Nelle sale gioco, scommesse, bingo, l’apertura sarà limitata fino alle ore 21. Le attività scolastiche continueranno in presenza, per le scuole secondarie di secondo grado saranno favorite modalità più flessibili con ingresso dalle 9 e con possibili turni pomeridiani.

Rimane vietato lo sport da contatto anche dilettantistico, resterà consentita l’attività individuale e quella professionistica. Sospese feste, sagre e manifestazioni pubbliche. Per quanto riguarda le palestre c’è stato un grande dialogo. Molto spesso i protocolli di sicurezza sono rispettati puntualmente, altre volte no. Daremo una settimana per adeguare i protocolli di sicurezza e verificarne il rispetto. Se questo avverrà, non ci sarà ragione di sospendere e chiudere le palestre. Altrimenti la prossima settimana sarà sospesa anche attività sportiva in palestre e piscine. Siamo consapevoli del danno economico generato dalle misure cui andiamo incontro, il Governo è pronto ad impegnarsi” prosegue ancora il Premier Conte.

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Perché l’Italia non spende i soldi del MES

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“Siamo l’unico paese del mondo a distribuire una mascherina al giorno gratuitamente a ogni studente. Abbiamo investito miliardi su trasporti, sanità e scuola. Non abbiamo mai abbassato la guardia, abbiamo prorogato lo stato di emergenza per mantenere tutti i presidi e continuare a migliorare le strutture sanitarie e le scuole ed edifici pubblici. Dobbiamo tutelare la salute e l’economia, le misure più efficaci rimangono sempre e comunque le precauzioni di base. Mascherina, distanziamento sociale e igienizzazione delle mani. Siamo più vulnerabili quando incontriamo parenti e amici, soprattutto in queste situazioni bisogna essere attenti. Dovremo attendere alcuni giorni per i primi risultati”.

Giuseppe Conte ha chiarito la decisione dell’Italia: “I soldi del MES sono dei prestiti che non si possono utilizzare per nuove spese. Dobbiamo tenere il debito pubblico sotto controllo, questi soldi vanno restituiti. Se vengono usati per nuove spese, aumenterà il deficit e dovremmo intervenire con nuove tasse e tagli. Il MES non è la panacea che viene descritta. Nonostante la crisi economica, la nostra situazione è molto positiva. I tecnici fanno la distinzione tra i tassi negativi riguardanti i titoli a tre anni e quelli a dieci anni. Il vantaggio in termini di interessi è molto contenuto, circa 200 milioni. Dobbiamo valutare che dovremmo valutare il vantaggio in termini di interessi rispetto al rischio, difficilmente valutabile in termini economici: si chiama stigma. Il MES finora non è stato preso da nessuno Paese. Se avremo problemi finanziari, lo terremo in considerazione. Prendere il MES per risolvere una disputa pubblica, non ha senso. Abbiamo raddoppiato le terapie intensive, continueremo a investire in questa direzione. Anche a livello regionale bisognerà collaborare”.

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