“Genoa e Napoli subito in quarantena”: l’allarme del virologo Crisanti

In Serie A scatta l’allarme coronavirus dopo i quattordici positivi in casa Genoa. Adesso il virologo Crisanti chiede la quarantena per i rossoblù e per il Napoli.

Coronavirus Serie A
Koulibaly Biraschi (Getty Images)

Il virologo Andrea Crisanti è intervenuto oggi in diretta ai microfoni di Radio 24 per commentare il caso Genoa: 14 positivi tra calciatori e staff. Il primo contagiato era stato il portiere Mattia Perin, poi Lasse Schone e a ruota numerosi altri tesserati rossoblù. Intanto la formazione ligure è scesa in campo contro il Napoli nella seconda giornata di Serie A, rischiando di creare un focolaio di coronavirus all’interno del club partenopeo.

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Coronavirus in Serie A: “Genoa e Napoli subito in quarantena”

Coronavirus Serie A
Napoli Genoa (Getty Images)

Ecco quanto dichiarato dal noto virologo, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova: “Questa è una storia che rientra perfettamente nella dinamica di trasmissione del virus e allo stesso tempo fa capire quali sono le conseguenze a non applicare la quarantena ed esentare i calciatori da questa misura di prevenzione. C’è da chiedersi perché viene derogata per il calcio una misura che invece viene applicata a tutti quanti gli altri… Ciò che è accaduto è che c’è stata una persona positiva, avranno fatto l’allenamento e durante l’allenamento avrà trasmesso la malattia. C’è un periodo di circa 48 ore prima che la persona contagiata diventi positiva. È tutto normale. La follia è non aver messo in quarantena queste persone in presenza di un positivo”.

“Se fosse stata applicata la quarantena, ci sarebbe stato un positivo che se ne stava sotto cura se ne avesse avuto bisogno di cure e le altre quindici persone se ne stavano in quarantena, gli si sarebbe fatto il tampone dopo due-tre giorni e avremmo scoperto che erano positivi. Sarebbe finita là. Il Genoa dovrebbe essere messo in quarantena? Per forza, non c’è alternativa. Anche il Napoli, la squadra azzurra va messa in quarantena e sotto sorveglianza. Il tampone adesso e tra due-tre giorni perché se uno viene contagiato, poi diventa positivo dopo due-tre giorni”.

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