Stupro di gruppo a Frattamaggiore: violentate due minorenni

stupro frattamaggiore Un vero e proprio stupro di gruppo ai danni di due minorenni: è accaduto a Frattamaggiore più di un mese fa e solo ieri sono scattati gli arresti per gli aguzzini. Una diciassettenne e una sedicenne di Frattamaggiore hanno subito violenze di ogni tipo per circa tre ore in un appartamento da parte di 4 ragazzi: tra questi, colui che una delle due ragazzine credeva fosse il suo fedele e dolce fidanzato. Il brutale pestaggio e abuso sessuale risale al 25 marzo scorso, i carabinieri sono riusciti solo ieri ad arrestare tre dei quattro aguzzini: Gianluca Sivo, pizzaiolo 19enne, Francesco Vitale, fruttivendolo 19enne, Ferdinando Chiacchio, anch’egli 19enne, preso dagli agenti nei pressi del mercato di Poggioreale, dove transitava con la sua baracca carica di frutta e verdura. Gli agenti del commissariato di Frattamaggiore, diretto dal vice questore Angelo Lamanna, hanno eseguito per i tre ragazzi l’ordinanza di custodia cautelare, disposta poi dal Gip del Tribunale di Napoli, per violenza sessuale di gruppo aggravata perché le due ragazze erano minorenni e non consenzienti. Il quarto componente della banda non è stato ancora trovato.

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La ragazzina di sedici anni frequentava già da qualche tempo Gianluca Sivo, uno dei diciannovenni violentatori arrestato. Questi l’aveva invitata a bere qualcosa a casa sua, dietro la promessa che le avrebbe, addirittura, presentato i suoi genitori. Il ragazzo si assicurava che la fidanzata portasse con sé anche una sua amica, in modo da poter organizzare un’uscita di coppia, in futuro. Nulla di questo accadde la sera del 25 marzo: le due ragazzine sono state violentate e picchiate per circa tre ore da tre ragazzi, fin quando a qualcuno non veniva in mente di affacciarsi al balcone e coinvolgere anche un altro amico allo stupro di gruppo. Tre ore di umiliazioni e percosse terminate con un attimo di distrazione da parte del branco: una delle due ragazze approfittava di quell’istante per prendere il cellulare e chiamare sua sorella, che, a sua volta, avvertiva la polizia.

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