Niente ora solare a ottobre: l’ora legale potrebbe rimanere per sempre

L’ora legale potrebbe rimanere per sempre, il provvedimento di estenderla a tutto l’anno sta per diventare realtà: cosa succede

La drammatica situazione dei rincari sull’energia è sempre più pressante. Insieme a questa si affacciano anche le proposte legate all’ora legale, che potrebbe accompagnarci durante tutto l’anno. Niente più cambi in vista per ottobre? Come stanno davvero le cose.

Ora legale cambio 05-09-2022 vesuvius
Foto Pexels.com

Esiste un’importante differenza da chiarire, quella tra ora legale e ora solare. Innanzitutto si parla di ora legale in riferimento all’orario che uno stato sceglie per convenzione, che si basa su quella della capitale. L’ora solare, invece, è quella a cui si fa riferimento nel periodo invernale. Il loro spostamento di un’ora avanti e indietro, avviene con l’obiettivo di risparmiare energia elettrica grazie al minore utilizzo dell’illuminazione artificiale. Si solleva sempre più, però, la proposta di non passare all’ora solare il prossimo 30 ottobre.

Il primo a lanciare l’idea è stato il presidente della società di medicina ambientale Alessandro Siani. L’ipotesi potrebbe diventare realtà, considerando che già dal 2018 il Parlamento Europeo ha consentito ad ogni singolo stato la possibilità di scegliere se adottare l’ora solare oppure no.

I partiti verso il “Sì”, Draghi e Cingolani non si esprimono

Ora Solare cambio 05-09-2022 vesuvius
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L’adozione di questo provvedimento “consentirebbe di guadagnare un’ora di luce e calore solare ogni giorno e, considerati gli attuali prezzi del gas, determinerebbe nel nostro Paese risparmi sui consumi di energia stimabili in circa un miliardo di euro solo nel primo biennio“, ha spiegato Siani. E la proposta sembra convincere sempre più frangenti.

I Verdi si sono schierati immediatamente a favore del “Sì”, completamente concordi sui benefici economici che si possono trarre dall’abolizione dell’ora solare. Nel periodo di crisi emergono consensi anche tra Forza Italia e Pd, che vedono l’opzione come un tentativo da fare assolutamente. La Lega, invece, si prende ancora del tempo per valutare attraverso studi approfonditi basati sul consumo energetico in 36 ore.

Per il momento, però, il premier Draghi e il ministro Cingolani non si sono ancora espressi sulla questione. In vista del prossimo 30 ottobre, il governo sarà dunque chiamato a decidere in tal senso e nulla, per il momento, sembrerebbe essere contrario al provvedimento.

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