Assegno unico universale, non perdere le rate arretrate: resta poco tempo

Resta poco tempo per richiedere le rate arretrate dell’assegno unico universale: scadenza e come far domanda

Rimangono poco più di 30 giorni di tempo per chiedere l’assegno unico universale, la nuova misura di sostegno al reddito familiare. Se si riesce ad inviare la domanda entro fine giugno, l’INPS riconosce gli arretrati fino al mese di marzo.

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Una famiglia che potrà beneficiare dell’assegno unico universale (pixabay)

Chi invece farà richiesta dopo, ossia a partire da luglio, ricevere il primo assegno il mese successivo, ossia ad agosto. Per questo motivo, è meglio cercare di fare richiesta subito, ove possibile, in modo da ricevere un assegno decisamente sostanzioso.
L’assegno unico sta cambiando il modo con cui lo stato ha deciso di rapportarsi con le famiglie italiane.

Assegno unico universale, non perdere le rate arretrate: come fare

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Una famiglia che potrà beneficiare dell’assegno unico universale (pixabay)

L’assegno unico costituisce una vera e propria “rivoluzione” nel sistema di aiuti che lo Stato italiano era solito concedere. Infatti, per questa particolare misura, non c’è una soglia di reddito sotto la qual viene riconosciuta. Si tratta di un contributo che vuole avere carattere universale, che viene concesso a partire dal 7° mese di gravidanza fino ai 21 anni del figlio.

E’ la cifra che viene concessa ad essere calcolata sull’Isee. Quindi, c’è comunque un aspetto legato alla proporzionalità. Il massimo erogabile è 175€ al mese per chi ha un Isee inferiore ai 15.000€, fino ad un minimo di 50€ euro per chi ha un Isee che supera i 40.000€. Ovviamente, l’importo viene calcolato a figlio.

L’assegno può pure essere richiesto senza Isee, ma, in questo caso, si avrà l’importo minimo concedibile, ossia 50 euro. Tuttavia, se chi ha fatto già domanda, presenta l’Isee entro il 30 giugno, potrà avere gli assegni arretrati fino a marzo, calcolati sui valori della dichiarazione.

Bisogna tenere conto che anche la dichiarazione Isee subirà dei cambiamenti, visto che non è più ritenuta “attuale” con questo sistema di calcolo. La revisione, secondo le stime, comporterà un allargamento della platea. Attualmente, i beneficiari di questa misura sono circa 7 milioni di famiglie. Pertanto, le spese per l’erogazione di questo finanziamento saranno di circa 15,12 miliardi. S stima un aumento per i prossimi anni, con un raggiungimento di 18 miliardi.

L’assegno sarà corrisposto con un versamento sul conto corrente del richiedente. Per coloro che percepiscono pure il reddito di cittadinanza, l’accredito avverrà direttamente sulla carta RdC, senza la necessità di fare comunicazioni specifiche.
La domanda per l’assegno unico dovrà essere presentata ogni anno, accedendo sul portale Inps o tramite patronato.