Busta paga, aumenti fino a 117 euro: ma non per tutti. Chi li avrà

Il governo ha siglato un aumento in busta paga pari a 117 euro, questo però non vale per tutti: ecco a chi spettano

La firma dell’accordo per il rinnovo del contratto degli statali per il triennio 2019-2021, porterà un aumento dello stipendio mensile e il pagamento degli arretrati pari a circa 225mila euro statali. Questo aumento, però, colpirà solo determinate categorie.

soldi contanti
soldi contanti (pixabay)

Queste novità investiranno, principalmente, i dipendenti pubblici di ministeri, agenzie fiscali ed enti non economici, tra cui Inps ed Inail. Gli aumenti previsti non sono per tutti uguali, naturalmente, questi variano in base al livello e al ruolo del lavoratore. Un dipendente di prima area fascia F1 impiegato in ministeri, agenzie fiscali o enti pubblici non economici avrà un aumento pari a 63 euro lordi mensili.

In media, quindi, gli aumenti sono di 105 euro lordi per 13 mesi, più un ulteriore beneficio di 20 euro mensili. Un ispettore generale potrà, però, raggiungere i 117 euro lordi in più in busta paga. Benefici maggiori riguardano i lavoratori del Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), dell’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e dell’Agid (Agenzia per l’Italia Digitale) Per questi impiegati le maggiorazioni saranno rispettivamente 106, 151 e 194 euro lordi.

In busta paga arriveranno anche gli arretrati

Busta paga
Cambiamenti in arrivo sulla busta paga (Fonte: Pixabay)

L’accordo firmato per il contratto degli statali riguarda la possibilità di ricevere gli arretrati del triennio 2019-2021. Per questi pagamenti sono stati messi a disposizione circa 225mila euro statali. Si parla perciò di cifre che oscillano, sempre in base ai profili, tra i 1.300 e 2.600 euro lordi. Gli arretrati medi si aggirano intorno ai 1800 euro lordi, ma per un funzionario di prima area in prima fascia l’aumento in busta paga si aggira intorno ai 971 euro.

Molto probabilmente gli aumenti potranno essere disponibili già a partire dallo stipendio di giugno. In merito a queste integrazioni in busta paga è intervenuto il ministro Renato Brunetta. Quest’ultimo ritiene che gli aumenti in questo momento critico dal punto di vista economico potrebbero rappresentare un’ottimo introito per gli italiani. “Una boccata d’ossigeno – spiega il ministro – per i lavoratori, in un momento caratterizzato da un generalizzato aumento dei prezzi“.