Stipendi, nuove regole a partire da marzo 2022: cosa cambia e per chi

A causa della recente riforma fiscale gli importi dello stipendio cambieranno per tantissimi italiani: le novità a partire da marzo 2022 

Arrivano grosse novità per quel che riguarda la busta paga di moltissimi italiani, circa 22 in in base alle statistiche. I cambiamenti sono il frutto della riforma fiscale e dell’introduzione dell’assegno unico universale.

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Nuove regole (Fonte: Pixabay)

Le nuove misure, come spiega SkyTg24, sono riassunte sulla piattaforma NoiPa, progettata dal Dipartimento dell’Amministrazione Generale del personale e dei servizi del Ministero dell’Economia e delle Finanze per la gestione del personale della PA. Con un avviso pubblicato sul sito si specifica che, “per effetto della legge di bilancio 2022, dal 1° gennaio sono cambiati gli scaglioni Irpef, le aliquote applicate e il calcolo delle detrazioni da lavoro dipendente“.

Le aliquote Irpef da cinque passano a quattro. La prima è ferma al 23% per i redditi fino a 15 mila euro. Per quelli compresi tra 15 mila e 28 mila, l’aliquota fiscale si è abbassata dal 27% al 25%. Mentre è passata dal 38% al 35% per i redditi fino a 50 mila euro. Quella del 41% è poi scomparsa in quanto oltre i 50 mila euro è prevista un’unica aliquota pari al 43%.

Inoltre, i genitori con figli a carico a partire dal settimo mese di gravidanza, fino al compimento dei 21 anni, otterranno in busta paga anche l’assegno unico universale. Si tratta del sostegno economico che accorpa le altre prestazioni volte a favorire genitorialità e natalità. Come specificato nel comunicato pubblicato su NoiPa, a decorrere dallo stipendio di marzo 2022, tutti gli assegni al nucleo familiare per nuclei con figli saranno sostituiti dalla misura in questione. Necessario, però, presentare l’apposita domanda.

Stipendio, tutte le novità a partire da marzo 2022

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Tutte le novità (Fonte: Pixabay)

Per quanto riguarda, le detrazioni da lavoro dipendente, il comunicato pubblicato su Noipa chiarisce che “viene ampliata la prima soglia di reddito cui si applica la detrazione, che passa da 8 mila a 15 mila euro”. La seconda soglia di reddito, invece, da 15.000 diventa 28 mila euro. Inoltre l’importo della componente fissa della detrazione passa da 978 a 1.910 euro. Tra l’altro sarà anche modificato il meccanismo di computo della componente variabile, che è pari a 1.190 euro per un reddito di 15 mila euro e che diminuisce, all’aumentare del reddito.

Tuttavia raggiunti i 28 mila euro si annulla completamente. Infine, la terza e ultima soglia di reddito per cui si può godere della detrazione, passa da 55 mila a 50 mila euro. “In tal caso, però, il massimo della detrazione da 978 diventa 1.910 euro. In particolare, tale detrazione ammonta a 1.910 euro per redditi pari a 28 mila euro e decresce fino ad annullarsi alla soglia dei 50 mila euro“, questo è quanto si legge sulla piattaforma NoiPa.