Naspi, ancora riduzioni nel 2022: i nuovi importi

La legge di Bilancio 2022 ha introdotto delle importanti novità sulla Naspi: tutto quello che c’è da sapere 

La Legge di Bilancio 2022 ha apportato grosse novità per quel che concerne i requisiti e gli importi per godere della Naspi. Tale beneficio spetta a coloro che perdono il lavoro contro la loro volontà.

Naspi
Naspi 2022 (Fonte: Pixabay)

Tra i cambiamenti previsti per il 2022 è prevista la semplificazione e l’alleggerimento dei requisiti per poter usufruire dal 1° gennaio 2022, della prestazione. Con l’eliminazione delle 30 giornate di effettivo lavoro nei 12 mesi che recedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Il beneficio, come spiega QuiFinanza, sarà corrisposto ancora mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni. Ai fini del computo della durata non sono calcolati i periodi di contribuzione che hanno già dato luogo a erogazione di prestazioni di disoccupazione. Allo stesso modo, non è ricompresa la contribuzione che sono consistite in prestazioni fruite in unica soluzione in forma anticipata.

Inoltre, dal 1 gennaio 2022 la Naspi potrà essere richiesta anche dagli operatori agricoli a tempo determinato, (OTI), delle cooperative e dai loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici prevalentemente propri o conferiti dai loro soci.

L’indennità, comunque, rimarrà a disposizione anche dei lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perso involontariamente l’occupazione. Stiamo parlando delle seguenti categoria di dipendenti:

  • apprendisti
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni

Naspi, come cambiano gli importi nel 2022

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I nuovi importi della Naspi (Fonte: Pixabay)

I beneficiari Naspi potranno ottenere dall’Inps il 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, nel caso in cui la retribuzione è inferiore a un importo di riferimento indicato dalla legge, che sarà comunicato ogni anno dall’Inps. Fino al 2020, la somma percepita con la Naspi veniva ridotta ogni mese del 3% (rispetto a quella spettante all’inizio).

Tuttavia, questa procedura di scalamento della prestazione, a partire dal 1° gennaio 2022 è stata modificata dalla Legge di Bilancio. Dunque, nel caso in cui la disoccupazione si sia verificate nell’anno corrente, il meccanismo non sarà lo stesso rispetto a quello rimasto in vigore fino al 2020. La riduzione degli importi del 3%, infatti, sarà messa in atto solamente a decorrere dal primo giorno del sesto mese di godimento (e non più dal quarto mese). Invece, per i percettori di Naspi che hanno un’età pari o superiore a 55 anni, subiranno una diminuzione delle somme a partire dall’ottavo mese.