Google si appella al giudice dopo la maximulta in Francia

Google ricorre al giudice dopo aver ricevuto una maximulta in Francia. Le autorità transalpine contestano diverse irregolarità al gigante tech.

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Pesante sanzione per il gigante tecnologico (Getty Images)

Il gigante tecnologico Google si scontra con l’autorità francese. L’autorità garante della concorrenza transalpina contesta i recenti accordi tra il primo e gli editori francesi. In ottemperanza alle nuove norme, il motore di ricerca ha stipulato un accordo stabilendo il compenso per gli editori relativo all’utilizzo dei loro articoli di Google News.

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Tuttavia la stessa autorità ritiene che questi accordi non rispettino la normativa francese. Secondo i transalpini le negoziazioni sarebbero troppo ristrette rispetto alle normali contrattazioni. Per questo ha comminato una multa da 500 milioni di euro lo scorso luglio. Multa alla quale la società ha deciso di fare ricorso.

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Le sanzioni potrebbero aumentare (Getty Images)

Oltre alla sanzione, il giudice ha ordinato all’azienda di presentare un nuovo piano, pena la sanzione di 90mila euro al giorno nel caso non vengano presentati accordi favorevoli. Il provvedimento viene giustificato dopo l’accertamento della responsabilità iniziale della società informatica.

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La risposta dei vertici americani non si è fatta attendere. Sebastien Missoffe, CEO di Google France afferma: “Siamo in disaccordo con alcuni elementi giuridici e consideriamo che il totale della multa sia sproporzionato rispetto agli sforzi che abbiamo messo in atto. Riconosciamo la legge sui diritti connessi e restiamo comunque impegnati per stringere accordi in Francia. Abbiamo esteso la nostra offerta a più di 1200, modificando alcuni aspetti dei nostri contratti e condividiamo i dati richiesti per rispettare la decisione dell”Autorità della concorrenza“. In buona sostanza si difende il lavoro fatto in questi mesi, densi di trattative. Di contro la giudice Isabelle de Silva, conferma il suo impianto, definendo la multa alta proprio per la persistenza dell’infrazione da parte del gigante dell’informatica. Si prospetta quindi un braccio di ferro con le autorità francesi che difficilmente verrà risolto in breve tempo.