Napoli, colpo alla mafia nigeriana: arrestato un 38enne

I Carabinieri di Napoli hanno messo in manette Godspower Ighoyiwi, 38 anni, esponente di spicco della mafia nigeriana: l’operazione.

Mafia nigeriana
Operazione dei carabinieri contro il clan nigeriano (Foto da Pixabay)

Questa mattina i Carabinieri del Comando di Napoli hanno preso in arresto Godspower Ighoyiwi di 38 anni. L’uomo è un noto esponente della mafia nigeriana e risiedeva a Qualiano. Inoltre le forze dell’ordine hanno preso in arresto l’uomo con l’accusa di associazione mafiosa e frode informatica. Stando agli inquirenti il 38enne farebbe parte del noto gruppo criminale conosciuto come ‘Black Axe‘.

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L’uomo era dedito al traffico internazionale di stupefacenti, al riciclaggio ed alla frode informatica. Ad emettere il provvedimento, invece, ci ha pensato il gip del Tribunale de L’Aquila che ha rintracciato Godspower in via Stefano delle Chiaie, nella zona dei Ponti Rossi, quartiere San Carlo all’Arena. L’uomo si trovava in un auto in compagnia di un connazionale. Dopo essere stato arrestato, i carabinieri hanno trasferito l’uomo nel carcere di Poggioreale.

Napoli, fermato noto membro della mafia nigeriana: faceva parte del gruppo ‘Black Axe’

Mafia nigeriana
Le forze dell’ordine a lavoro sul territorio napoletano (Screenshot Carabinieri Napoli)

Godspower Ighoyiwi era ormai da tempo nel mirino delle forze dell’ordine, con l’arresto che è stato messo a segno solamente stamattina. Infatti le forze dell’ordine, dopo aver ricevuto l’ordine del Gip di Aquila, hanno sorpreso l’uomo in macchina mentre era in compagnia di un suo connazionale. Il 38enne fa parte del clan dei ‘Black Axe‘ ossia ‘L’ascia nera’. Infatti proprio l’ascia appare anche nel logo del gruppo.

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Inoltre l’ascia nera sarebbe proprio lo strumento con cui i membri del clan vorrebbero spezzare le catene dell’oppressione, dell’ingiustizia sociale e degli altri mali che hanno ostacolato il progresso delle persone di colore nel mondo. Il clan è nato nel 1977 come confraternita di un gruppo di nove studenti dell’Università del Benin. Ma col tempo il gruppo è diventato un vero e proprio clan criminale che ha compiuto anche diverse attività illecite.