Ariano Irpino, violenza sessuale su minori: in manette un uomo di 53 anni

Finisce in manette un 53enne di Ariano Irpino per violenza sessuale su una bambina di 11 anni. A denunciare l’uomo ci ha pensato la moglie.

Ariano Irpino
Il caso di violenza nella provincia di Avellino (via Pixabay)

La moglie lo denuncia a sorpresa ed la Polizia arresta un uomo di 53 anni. Infatti la consorte del 53enne ha riportato alle forze dell’ordine alcuni abusi sessuali nei confronti della figlia di 11 anni. Ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare ci ha pensato il gip di Benevento su richiesta della Procura sannita. Mentre ad eseguire l’ordinanza ci ha pensato il nucleo della Polizia di Stato del commissariato di Ariano Irpino.

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Stando a quanto riportato dalle forze dell’ordine, la moglie del 53enne ha presentato la denuncia lo scorso 25 giugno proprio al commissariato locale. Infatti i due avevano avuto la bimba da una precedente relazione. La madre ha poi deciso di esporre tutto alla polizia dopo aver trovato una lettera scritta dalla 11enne in cui raccontava tutte le violenze subite dal padre. Così è partito il codice rosso con la Procura di Benevento che si è messa subito a lavoro per fermare l’uomo.

Ariano Irpino, violenze sessuali sulla figlia di 11 anni: l’operazione della Polizia

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L’arresto da parte della polizia locale (via websource)

La Procura di Benevento ha deciso d far partire le indagini subito dopo la denuncia della madre, presentata lo scorso 25 giugno. Inoltre con la procedura del ‘codice rosso‘, la minore è stata subito ascoltata nello spazio di ascolto vittime vulnerabili della Procura di Benevento. Ad aiutare la ragazzina nell’esposizione ci ha pensato una psicologa che ha quindi confermato la veridicità dei racconti alle forze dell’ordine.

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Stando a quanto riportato dalla bambina, le violenze da parte del patrigno sarebbero iniziate quando aveva solamente 9 anni. Infatti approfittando dell’assenza della moglie, per motivi lavorativi, l’uomo si avvicinava alla figlia con fare apparentemente tenero simulando dei giochi o facendole credere che quello era semplice affetto. Il Gip poi ha ritenuto che la custodia cautelare sia necessaria a causa del pericolo di ‘reiterazione di analoghi delitti‘. Infatti il giudice ha giudicato l’imputato incapace di trattenere i suoi istinti sessuali.