Camorra in Toscana, confiscati beni a imprenditore napoletano

Camorra in Toscana, provvedimenti della Dia per un 55enne di Boscoreale ma residenti da anni a Montecatini Terme: accuse di legame con un clan

Camorra in Toscana
Dia (foto pagina Facebook Direzione Investigativa Antimafia – Ministero dell’Interno)

La Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha completato le indagini e la Dia ha eseguito il provvedimento: ammonta a circa 10 milioni di euro la somma totale dei beni confiscati a Francesco Rastelli, imprenditore 55enne da anni trasferitosi a Montecatini Terme, in provincia di Pistoia, ma di origini napoletane.

L’uomo è di Boscoreale ed è attivo nel settore turistico e immobiliare. Ha lasciato la Campania degli anni Novanta e già dal lontano 1985 risultano attività della magistratura nei suoi confronti come condanne per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine, detenzione di armi e truffa. Secondo le indagini sarebbe legato al clan Formicola. Ci furono anche accuse di ricettazione e di aver favorito la latitanza di un camorrista.

I beni consistono in quattro società, tre fabbricati, due alberghi e sette automezzi e circa dieci rapporti finanziari. I beni confiscati hanno sede principalmente a Firenze e a Pistoia ma anche a Roma e Venezia.

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Camorra in Toscana, l’imprenditore aveva scritto alla stampa

 

Già lo scorso anno i suoi beni sono stati oggetto di sequestro preventivo. Aveva anche scritto ai giornali per rimarcare la sua estraneità ai fatti contestati. Le sue aziende hanno 140 dipendenti e collaboratori, aveva detto, e che la mannaia della “(in)giustizia si era abbattuto di nuovo su di lui dopo tanti anni.

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Per un altro procedimento era stato arrestato con la moglie ma a gennaio 2020 erano cadute le accuse con la sentenza della Corte di Cassazione che lo aveva prosciolto.