Green pass approvato dal Parlamento europeo: cos’è e come funziona

Green pass, via libera da Strasburgo: saranno tre diversi documenti. Quando entrerà in vigore e cosa bisogna fare per ottenerlo

Green pass
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Se ne parla da tempo e ora sta diventando realtà. Ieri il Parlamento europeo ha completato la procedura di approvazione del Green pass, il certificato europeo che consentirà ai cittadini di muoversi liberamente soprattutto in estate nella speranza di dare una scossa alla ripresa economica.

L’assise di Strasburgo ha approvato il documento che regola gli spostamenti nel continente. Ora sarà necessaria l’approvazione del Consiglio Europeo e poi sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiali. A rilasciarlo saranno le autorità nazionali e attesterà che la persona ha ricevuto il vaccino anti-Covid oppure è guarita dopo aver contratto il virus o ha da poco svolto un test il cui esito è stato negativo.

Il documento avrà due versioni, una cartaceo con codice QR oppure digitale. Non sarà unico, ci saranno tre diversi in base a cosa è stato fatto e l’Ue garantirà la verificabilità e la validità in tutto il continente e un fronte comune per contrastare le falsificazioni.

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Grenn pass, quando entrerà in vigore

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Entrerà ufficialmente in vigore tra poche settimane, il 1 luglio, e lo sarà per i prossimi dodici mesi. Chi sarà in possesso del certificato non potrà essere sottoposto a ulteriore restrizioni da parte degli Stati membri dell’Ue come ad esempio la quarantena. È questo l’accordo che gli eurodeputati hanno ottenuto ma ci sono delle eccezioni: in alcuni casi si possono prendere dei provvedimenti “necessari e proporzionati” in difesa della salute pubblica.

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Mentre il Parlamento europeo ha approvato la misura nella giornata di ieri Spagna e Lituania hanno già attivato ufficialmente un sistema per consentire l’ingresso ad alcuni cittadini senza restrizioni (tipo il completamento del ciclo vaccinale dopo 14 giorni), ma non sono i primi Stati a farlo. Il riconoscimento del documento riguardava già sette Stati, Danimarca, Germania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia, Grecia e Croazia, portando così a un totale di nove gli Stati che con anticipo hanno dato il via libera al sistema che garantisce la libera circolazione.