Reddito di Cittadinanza percepito indebitamente, 298 le denunce

Reddito di Cittadinanza | La Guardia di Finanza e la Procura hanno convalidato 298 denunce per la percezione indebita del bonus. Uno risultava in carcere

Reddito di Cittadinanza
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Continuano senza sosta i controlli della Guardia di Finanza sui cittadini percettori del Reddito di Cittadinanza. Questa volta del mirino delle Fiamme gialle sono finite persone che avevano un conto in sospeso con la giustizia. In particolare nove persone, otto hanno evaso gli arresti domiciliari appositamente per presentare la domanda mentre un’altra persona risultava rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere quando è stata fatta la richiesta presso un Caf di Frattamaggiore, in provincia di Napoli.

La Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord che ha focalizzato l’attenzione sul periodo da settembre 2020 e maggio 2021, ha così denunciato 298 persone. Il beneficio del Reddito di Cittadinanza, infatti, è in contrasto se si hanno carichi pendenti o condanne in via definitiva. Inps ha collaborato con la Procura e le Fiamme gialle di Frattamaggiore e secondo la sede dell’Istituto Nazionale di Afragola, il danno per le casse pubbliche è pari a 2,5 milioni di euro.

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Oltre allo stop dell’assegno per le persone coinvolte è scattata ovviamente la denuncia. Dalla indagini è emerso che chi era sottoposto agli arresti domiciliari era uscito di casa proprio per presentare la domanda. La Campania è la regione con un altissimo numero di richiedenti del Reddito ed episodi di percezione illegale sono molti diffusi.

Mercoledì 26 maggio i finanzieri hanno scovato altre 14 persone che hanno percepito il Reddito nonostante le condanne per fatti di camorra. Per l’occasione sono stati sequestrati anche 190mila euro.

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Questo fenomeno riguarda anche altri territori del paese. Sabato varie stazioni dei carabinieri della provincia di Terni si sono coordinate in un’indagine che ha portato alla scoperta di 14 persone beneficiari illegalmente della misure. C’è chi ha dichiarato il falso sulla composizione del nucleo familiare, chi non è residente in Italia da almeno dieci anni e chi – come due cittadini residenti a Terni – lavoravano senza un regolare contratto.