Pfizer, via libera per somministrazione dai 12 ai 15 anni: cosa c’è da sapere

Pfizer sta per avviare la somministrazione dei vaccini nella fascia dai 12 ai 15 anni. Diffuse anche le informazioni sul bugiardino.

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Novità importanti per il vaccino Pfizer (Getty Images)

L’Ema, agenzia europea del farmaco, dà il suo via libera per la somministrazione di Pfizer per la fascia di ragazzi che va dai 12 ai 15 anni. il vaccino prodotto insieme alla Biontech rappresenta una tappa fondamentale per il ritorno alla normalità.

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Altra misura importante riguarda l’arricchimento del bugiardino. Tra le istruzioni e le varie informazioni da inserire nelle dosi vaccinali, rientra anche il tempo tra la prima e la seconda somministrazione così come i possibili effetti collaterali.

Pfizer, come funzionerà la somministrazione per i più giovani

Pfizer
Al centro un importante stimolo alla campagna vaccinale (Getty Images)

I ragazzi che si sottoporranno al vaccino riceveranno due dosi. Queste vanno inoculate ad un intervallo non inferiore ai 21 giorni. E’ noto come sia attiva la richiesta per prolungare l’intervallo a 42 giorni: tale avviso è presente anche nell’indicazione del Comitato Tecnico Scientifico al Ministero della Salute.

Ovviamente i problemi maggiori riguardano lo stoccaggio e la conservazione delle fiale. Problemi per i quali esiste già una soluzione, con la speranza che anche per i più giovani ci sia un’accelerazione decisiva nelle somministrazioni. Il tutto dipenderà anche dalla collaborazione tra i vari enti coinvolti nella campagna vaccinale.

Effetti collaterali comuni e non comuni

Si ricorda inoltre di tenere sotto controllo i vaccinati nei minuti successivi all’inoculazione. Tra gli effetti collaterali comuni rientrano gonfiori sul sito dell’iniezione, giramenti di testa, stanchezza e cefalea. Meno comuni invece senso di insonnia o prurito, raro un asimmetria temporanea su di un lato del viso.

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Per quanto riguarda l’immunizzazione, si stima che essa avvenga dopo sette giorni dalla seconda somministrazione. L’ultima indicazione riguarda le donne in stato di gravidanza. In questo caso il vaccino è ammesso solamente se i benefici superano i rischi. Altrimenti sarà meglio rimandare l’inoculazione, per la salvaguardia della madre e del bambino.