Ainett Stephens si sfoga: “Sono sconvolta, provo vergogna”

Ainett Stephens contro alcuni commenti fatti durante una diretta su un tema importante: cosa dovrebbe fare Instagram secondo la modella

Ainett Stephens
Ainett Stephens (foto Instagram)

Ainett Stephens non ha preso per niente bene quello che è accaduto ieri durante una diretta Instagram. Questa mattina la showgirl venezuelana naturalizzata italiana ha avuto un duro sfogo dal proprio account, senza peli sulla lingua.

Ieri la modella aveva dato appuntamento ai suoi followers (che sono 241mila) per una diretta. Il tema era importante, delicato, utile anche a sensibilizzare: l’autismo. La Stephens aveva invitato anche un’esperta sull’argomento, una specialista, ma ciò che ha fatto andare su tutte le furie la modella sono stati i commenti di alcuni utenti.

“Sono rimasta sconvolta” ha detto in un post pubblicato questa mattina. Alcuni commenti sono stati di critica verso la dottoressa che è intervenuta dando il proprio contributo, altri invece facevano apprezzamenti nei confronti della modella “usando un linguaggio scurrile“. Ha piegato di aver “provato vergogna e trovo che sia un atteggiamento puerile e privo di educazione civica”.

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Ainett Stephens: “Stop agli insulti, Instagram dovrebbe avvertire”

Foto Instagram

Dalle parole della donna emerge tutto il turbamento e il dispiacere per quanto successo. Si lascia poi andare a una riflessione sui social dove episodi del genere sono sempre più diffusi. Si scaglia contro le persone che prima criticano le influencer accusandole di strumentalizzare il proprio corpo e che sono anche i primi a “insultare e fare i buffoni”.

Esprime la sua opinione su come si dovrebbe fare per impedire che ciò avvenga: Instagram, dice, dovrebbe avere un “campanello d’allarme” in modo da bloccare automaticamente le persone che fanno questi tipi di commenti.

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Si rivolge poi a tutti ricordato che i social sono nati per unire le persone, per restare in contatto in tutto il mondo in maniere “proficua e positiva”, e non sono stati creati per “seminare odio”.

 

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