Rifiuti, De Luca indagato dalla Procura di Napoli: le accuse

Rifiuti, De Luca indagato insieme all’assessore regionale Fulvio Bonavitacola e ai vertici delle aziende pubblica Asia e Sapna

De Luca
De Luca a Porta a Porta (via Screenshot)

C’è un’inchiesta della Procura di Napoli risalente a qualche anno fa sulla gestione delle ecoballe e della raccolta differenziata dei rifiuti. Ora, riporta l’Ansa, tra le persone indagate c’è anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Omissione di atti di ufficio in relazione al mancato smaltimento delle ecoballe sono i reati contestati.

Alcuni giorni fa gli inquirenti avevano chiesto una proroga delle indagini che vedevano tra le varie persone coinvolte inizialmente l’attuale assessore all’ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice. C’è anche il nome di Fulvio Bonavitacola, assessore e vicepresidente regionale. Con De Luca è assistito dall’avvocato Andrea Castaldo che ha dichiarato che non è stato ricevuto alcun avviso di garanzia.

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Rifiuti, De Luca indagato: i fatti tra il 2015 e il 2020

Rifiuti in ecoballe (foto Facebook)

Con l’accusa di omissioni in atto di ufficio per De Luca in particolare si intende che da commissario non ha imposto ai Comuni la realizzazione degli impianti di compostaggio né il potenziamento della raccolta differenziata. Tra le altre persone coinvolte nella proroga delle indagini ci sono tecnici e dirigenti dell’Asia e della Sapna, le società che si occupano della gestione dei rifiuti rispettivamente a Napoli e nei Comuni della provincia.

I fatti contestati risalgono agli anni del primo mandato da governatore di De Luca (a settembre scorso è stato riconfermato) tra il 2015 e il 2020. L’indagine ha avuto origine nel 2018 per un presunto traffico illecito di rifiuti. Il nome di De Luca non c’era ma l’indagine si è poi indirizzata verso il presunto reato di omissione d’ufficio e a quel punto si è posta attenzione all’operato del governatore.

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Il governatore è coinvolto anche in altre inchieste giudiziari. A marzo la Procura di Salerno ha chiesto la condanna per un anno e sei mesi al governatore nell’ambito del secondo grado di giudizio del processo Crescent, la costruzione dell’edificio a forma di mezzaluna sul lungomare di Salerno.