Perugia, detenuto napoletano evade dal carcere: è caccia all’uomo

Un detenuto napoletano che stava scontando la pena nel carcere di Perugia è evaso. Sono all’opera le ricerche per rintracciare l’uomo.

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Evasione dal carcere di Perugia (Getty Images)

Domenico D’Andrea, detenuto con la pena dell’ergastolo nel carcere di Perugia, è evaso intorno alle 13 di questa mattina. Lo rende noto il sindacato di polizia penitenziaria, che spiega come l’uomo si trovava in un’area esterna al penitenziario mentre lavorava.

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Immediate le ricerche da parte degli agenti, che coinvolgono anche l’utilizzo di un elicottero. In un comunicato, il sindacato evidenzia la difficoltà nella quale versano le forze di polizia impegnate nella sorveglianza degli istituti penitenziari.

Perugia, la ricostruzione degli eventi

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Il detenuto stava scontando la pena dell’ergastolo (Getty Images)

Nella stessa nota si ricostruisce più dettagliatamente la vicenda. Il detenuto era ammesso al lavoro ai sensi dell’articolo 21 dell’Ordinamento penitenziario. L’attività, come già anticipato, si svolge in un’area esterna alla struttura ed con una penuria di uomini.

Lo stesso ergastolano ha sfruttato anche la cinta muraria bassa per darsi alla fuga. Unito alla scarsità di uomini questo rende difficile pattugliare la zona, un problema più volte evidenziato per quanto riguarda l’istituto perugino di Capanne.

Una storia criminale molto cruenta

Domenico D’Andrea non è un criminale comune. Conosciuto con il nome di Pippotto, ha alle spalle una lunga storia di rapine fin da quando era adolescente nella zona tra il Vomero e l’Arenella. Tuttavia è tristemente noto alle cronache per un episodio ben più grave.

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Infatti l’atto per il quale scontava l’ergastolo riguardava la rapina e l’uccisione dell’edicolante di via Pietro Castellino Salvatore Buglione. Insieme ad altri tre complici tentò di rapinare il negoziante, portandogli via 1000 euro. Tuttavia quest’ultimo reagì, provocando la feroce reazione dell’uomo che lo pugnalò fatalmente. Da lì si è aperto un processo, che visti i precedenti, ha determinato la condanna per omicidio volontario aggravato dai futili e abietti motivi senza alcun tipo di attenuanti.