Carcere di Secondigliano, drone con cellulari atterra nel cortile: il motivo

Carcere di Secondigliano ancora teatro di un tentativo del genere. È la seconda volta con un drone: intervento della Polizia Penitenziaria

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Anche un drone per ‘consegnare’ cellulari nel carcere di Secondigliano (foto Facebook USPP Polizia Penitenziaria)

Ancora un tentativo di introdurre nel carcere napoletano di Secondigliano dei telefoni, questa volta degli smartphone di ultima generazione con un drone. Anche in questo caso l’intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria ha impedito che la ‘consegna’ andasse a buon fine.

Non è la prima volta in generale che si prova a far entrare i dispositivi di telecomunicazione o altro nel carcere a Nord di Napoli, ed è la seconda in particolare che il tentativo avviene con un drone. Già ad ottobre scorso si fu un episodio del genere. In quel caso ignoti provarono a far entrare dieci telefoni con altrettante schede e dei chiavistelli.

Nell’ultimo tentativo i dispositivi elettronici erano due, chiusi in una busta con i caricabatterie. Il drone era di quelli più sofisticati con tanto di telecamera e guidati anche a chilometri di distanza.

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Foto Facebook USPP Polizia Penitenziaria

È stato intercettato prima che atterrasse in uno spazio alle spalle dell’area detentiva. Si ipotizza che la guida del drone tramite telecomando si trovasse nei pressi il campo rom (dunque alle spalle della casa circondariale), nel complesso residenziale 167 o presso ponte dell’Asse Mediano.

Oltre all’episodio di ottobre ce ne sono stati altri, con diversi stratagemmi. Anche il carcere di Avellino è stato teatro di tentativi di introdurre materiale proibito. Il 6 gennaio scorso gli agenti in servizio presso il capoluogo irpino trovarono nascosti nel cibo cellulari e droga. Nella testa di un polpo c’erano 100 grammi di stupefacenti.

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Sempre ad Avellino ad ottobre, qualche giorno primo il tentativo di Secondigliano con il drone, furono lanciati dei palloni nel cortile con dentro i cellulari. Gli agenti della penitenziaria riuscirono a intercettare il materiale prima dei detenuti.