Bergamini, chiuse le indagini: la Procura indaga l’ex fidanzata

Chiuse le indagini sulla morte dell’ex calciatore Donato Bergamini. La Procura ha diffuso la notizia, con l’ex fidanzata che rimane indagata per omicidio.

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Indagata l’ex fidanzata di Bergamini (Getty Images)

La Procura di Castrovillari conclude le indagini sulla morte dell’ex calciatore Donato Bergamini. Rimane indagata la fidanzata dell’epoca, Isabella Internò. Notizia diffusa dal procuratore facente funzioni Simona Manera.

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La vicenda fa riferimento al misterioso decesso del calciatore, avvenuto il 18 novembre del 1989. Sono ancora molti i punti oscuri da chiarire nella vicenda. Ora bisogna capire quando ci sarà il processo, che potrebbe svelare dettagli sulla vicenda.

Bergamini, archiviata la posizione del camionista

Bergamini venne trovato disteso sull’asfalto lungo la statale Jonica nel 1989. Le prime ipotesi parlarono di suicidio, avvenuto buttandosi sotto un camion. Cosa alla quale né i compagni né la famiglia hanno mai creduto. Negli anni queste ipotesi sono state smentite a causa di diverse incongruenze.

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La prima riguarda l’assenza di tracce di fango, in una giornata che fu abbastanza piovosa. L’autopsia, attuata nel 2017, rivelò che la morte non era avvenuta per le lesioni dovute al mezzo pesante, bensì per soffocamento. Il tutto frutto della riapertura delle indagini sei anni fa, ipotizzando che il corpo fosse stato messo in un secondo momento sull’asfalto.

L’avvocato della famiglia spera di vedere le carte

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Chiuse le indagini sulla morte di Bergamini(Foto di Daniel Bone da Pixabay)

Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Bergamini, commenta così la notizia: “Abbiamo appreso il tutto da un comunicato stampa della Procura. Non sappiamo che fine abbiano fatto gli altri indagati. La Internò, comunque, rimane indagata per omicidio pluriaggravato e questo reato è punibile con l’ergastolo”.

Ci aspettiamo-continua il legale-di poter visionare il prima possibile gli atti d’indagine e il fascicolo. Abbiamo già inoltrato una richiesta via pec in tal senso. Credo che la famiglia della vittima abbia il diritto di visionare questi atti. Così come avrebbe avuto diritto a conoscerne gli esiti in altro modo”.