Piano vaccini, 19 milioni di dosi al mese: interviene la Protezione Civile

Il nuovo piano vaccini che intende mettere a punto il Governo Draghi: 19 milioni di dosi al mese con l’intervento della Protezione Civile.

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Mario Draghi (Getty Images)

Il report vaccini anti Covid-19 presente sul sito ufficiale del Governo italiano pubblica gli ultimi dati aggiornati. Il totale delle somministrazioni finora ha raggiunto quota 4.222.695; mentre sono 1.391.019 le persone vaccinate (a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose di vaccino). La media nazionale di utilizzo in relazione alle dosi disponibili è del 72,4%. Dopo una partenza sprint invidiata da tutta l’Europa, la campagna vaccinale italiana è andata incontro a frenate e rallentamenti. I ritardi e le mancate consegne da parte delle grandi azienda farmaceutiche che producono i sieri hanno influito molto nella campagna di immunizzazione nazionale. Finora in Europa e nel nostro Paese hanno ricevuto l’approvazione delle autorità sanitarie – come sappiamo – i vaccini Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Poche ore fa negli Stati Uniti è arrivato il via libera per l’uso emergenziale del vaccino Johnson & Johnson, che a marzo sarà valutato anche dall’EMA (Agenzia europea per i medicinali).

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L’Italia studia il nuovo piano vaccini con la Protezione Civile

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Il Dipartimento nazionale della Protezione Civile

Nel nuovo piano vaccinale allo studio del Governo potrebbe essere inserito l’intervento della Protezione Civile. Innanzitutto, l’ingresso del Dipartimento nazionale permetterebbe di rendere più omogenea la velocità della campagna di immunizzazione, eliminando così le grosse differenze nelle percentuali di utilizzo dei vaccini finora disponibili in ciascuna Regione. Il nuovo piano potrebbe scattare da fine marzo – scrive il Corriere della Sera – e coinvolgere una buona parte dei 300 mila volontari della Protezione Civile.

Migliaia di medici e sanitari ad affiancare il personale già all’opera nelle Regioni d’Italia, un’accelerazione importante per arrivare alla somministrazione di oltre 600 mila dosi al giorno (a fronte delle 100 mila attuali nelle ventiquattro ore). La nomina di Fabrizio Curcio a capo della Protezione Civile è il segno di questo cambio di passo sul fronte delle vaccinazioni, voluto soprattutto dal presidente del Consiglio Mario Draghi.

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Come funzionerà il nuovo piano: soltanto una dose, ma per tutti

Il ruolo della Protezione Civile sarà probabilmente quello di coordinare il grande piano nazionale. L’Italia potrebbe decidere di puntare sulla monodose, come fatto già dalla Gran Bretagna. Una dose soltanto, ma per tutti: vaccinazioni per categorie professionali o per limiti di età. L’obiettivo a quel punto sarebbe quello di immunizzare il maggior numero di italiani nel minor tempo possibile. 19 milioni di dosi da somministrare al mese. Dal primo aprile la disponibilità di vaccini nel nostro Paese crescerà e l’obiettivo del Governo – d’intesa con le Regioni – è quello di smaltire tutta la disponibilità mensile senza ritardi.

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Ancora da studiare i luoghi di queste vaccinazioni di massa, varie le ipotesi: dalle strutture mobili e tende a supermercati e alle stazioni ferroviarie, o ancora si potrebbero utilizzare le caserme dei vigili del fuoco oppure coinvolgere le forze di polizia. Fino a questo momento la Protezione Civile non aveva un ruolo nella campagna vaccinale, cosa che secondo Draghi è stato un grosso errore del precedente Governo. La presenza capillare su tutto il territorio italiano è un vantaggio che non si può sprecare secondo il nuovo Premier incaricato.