Spid e fisco, cosa cambia dal mese di marzo

L’Italia prova a raggiungere l’Europa in fatto di digitalizzazione: dal mese di marzo arriveranno alcune novità in merito allo Spid.

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Ingresso dell’Agenzia delle Entrate (Getty Images)

L’Italia, in quando a digitalizzazione, si trova in una situazione di arretratezza rispetto alla media europea. Tra le tante novità in programma c’è quella dell’accesso alla pubblica amministrazione attraverso l’identità digitale.

Dal primo marzo 2021, per poter usufruire dei servizi online dell’Agenzia delle Entrate bisognerà usare il Sistema di identità digitale Spid, la Carta d’identità elettronica o la Carta nazionale dei servizi. Stando a quanto stabilito dal Decreto Semplificazione (DL n. 76/2020), sarà necessario dotarsi di una delle tre modalità di identificazione e autenticazione: SPID, CIE o CNS. Queste rappresenteranno le tre possibilità riconosciute per poter usufruire dei servizi on line di tutte le Pubbliche amministrazioni.

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L’Italia fa passi avanti nella digitalizzazione: le novità per lo Spid dal mese di marzo

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Documenti dell’Agenzia delle Entrate (Getty Images)

Per chi già utilizza, come credenziali di accesso, una delle tre elencate in precedenza non cambierà nulla. Chi, invece, ancora non ha provveduto a creare la propria identità digitale potrà continuare ad accedere al Fisconline con le modalità attuali fino al 30 settembre 2021, data dopo la quale bisognerà necessariamente essere in possesso di una delle tre credenziali di accesso elencate in precedenza.

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Stando a quanto riferisce l’Adnkronos, “i professionisti e le imprese potranno richiedere le credenziali Entratel, Fisconline o Sister, rilasciate dall’Agenzia anche dopo il 1° marzo e fino alla data che sarà stabilita con un apposito decreto attuativo, come previsto dal Codice dell’amministrazione digitale”.

Le parole di Draghi sulla digitalizzazioni

Nel discorso tenuto questa mattina al Senato, il premier Mario Draghi ha sottolineato la necessità di intervenire ricorrendo ai fondi che arriveranno dalla Comunità. “Nell’emergenza, l’azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacità – come si dice oggi – di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione”, ha spiegato il Presidente del Consiglio. “La fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è tuttavia una realtà che deve essere rapidamente affrontata”, ha aggiunto.

La riforma, stando alle parole del premier Draghi, si muoverà su due binari. Investimenti in connettività, con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini che possano far sentire la loro voce; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati”, ha dichiarato in Senato il Presidente del Consiglio.