Vaccini, tanti i furbetti in Lombardia: Fondazione Gimbe: “Sono il 50%”

Vaccini, in Lombardia molte somministrazioni senza diritti. Fenomeno diffuso in molte regioni e medici sospesi a Ragusa

Covid Vaccino
Allo Spallanzani parte la somministrazione della seconda dose (Getty Images)

Secondo la Fondazione Gimbe in Lombardia circa la metà delle persone vaccinate sono “furbetti” che non avrebbero dovuto ricevere ancora la somministrazione, appartenenti a categorie non sanitarie. Un problema che si aggiunge a quelli dei ritardi delle consegne e che mette più a rischio contagio le persone maggiormente esposte.

Secondo la Regione Lombardia, però, non è così. In una nota ha fatto sapere che sono stati effettuati 256mila vaccini e che ad oggi ben oltre la metà, 172mila (il 67,2%) sono stati somministrati a sanitari che lavorano in strutture pubbliche e private e di Medicina generale.

Ma chi è riuscito a vaccinarsi senza averne diritto? Parenti e amici di titolari delle Rsa, veterinari, commercialisti, poliziotti, insegnanti. Un fenomeno che avviene in tutta la penisola ma che secondo la Fondazione trova il numero più alto in Lombardia.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Covid, dossier Servizi segreti a Conte: “Dati sottostimati, sono di più”

Vaccini, furbetti da Nord a Sud

Al momento sono sei le Procure che hanno aperto un fascicolo e ci sono stati anche i primi provvedimenti. Due medici in Sicilia, a Ragusa, sono stati sospesi dall’incarico. Non mancano i casi in Emilia Romagna, Campania, Puglia e Basilicata.

Non solo amici di medici e sanitari ma anche amministratori locali come sindaci. È intervenuto anche Filippo Anelli, Federazione nazionale degli Ordini dei medici. Ha innanzitutto criticato il numero di vaccini distribuiti che a un mese dal V-Day (27 dicembre) è un quarto del totale.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Torino, follia nella notte: uccide moglie e figlio e tenta il suicidio

Ha parlato anche delle vaccinazioni fatte a chi non è personale medico. In gran parte “si tratta del personale amministrativo degli Ospedali o delle Asl“, ha detto, persone che è giusto vaccinari ma che sono meno esposti di medici e infermieri.