Dimissioni Conte, quali sono ora i possibili scenari

Dimissioni Conte, a partire da domani massimo giovedì Mattarella avvierà le consultazioni. Elezioni anticipate solo ultima possibilità

È ufficiale da ieri sera. Oggi Giuseppe Conte salirà di nuovo al Quirinale ma questa volta per rassegnare la sue dimissioni da capo del governo che ormai non gode più di una maggioranza forte. La palla passerà quindi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che avvierà le consultazioni con i gruppi parlamentari.

Dopo la crisi del governo Renzi le dimissioni del dicembre 2017, le elezioni del 2018 e la crisi dell’anno dopo che portò alla nascita del Conte II con l’uscita della Lega dalla maggioranza e l’ingresso di altre forze, è la quarta volta che Mattarella svolge le consultazioni da quand’è al Quirinale.

Le nuove consultazioni saranno rapide. Vista anche l’emergenza sanitaria in corso si vuole uscire velocemente dalla crisi. Domani sono in programma le celebrazioni per la Giornata della Memoria e già nel pomeriggio potrebbero partire gli incontri con i gruppi parlamentari oppure saranno concentrati tutti nella giornata di giovedì.

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Conte dimissionario: cosa farà Mattarella

Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Getty Images)

Le opposizioni voglio le elezioni anticipate ma in quanto Garante della Costituzione Mattarella cercherà di trovare una maggioranza e far terminare la legislatura alla scadenza naturale, nel 2023. Per prima cosa si proverà a intravedere spazi per far nascere un terzo governo Conte, sostenuto da nuove forze di governo.

Qualora questa ipotesi venisse scartata, Mattarella incaricherà il presidente della Camera o del Senato di un mandato esplorativo, ossia tentare di trovare gruppi parlamentari disposti ad appoggiare la nascita di un nuovo esecutivo.

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Tra le ipotesi anche un governo a larghissime intese con a capo anche una figura non istituzionale (come avvenne con Monti nel 2011). Ultima spiaggia, constatata l’inesistenza di una maggioranza di governo, Mattarella potrebbe sciogliere anticipatamente le Camera per la prima volta volta nel suo settennato che scade tra un anno.