U-Mask nella bufera: “Sono meno protettive delle mascherine monouso”

U-Mask, dubbi sull’efficacia delle mascherine rispetto a quelle chirurgiche. Questa sera servizio di Moreno Morelli a Striscia la Notizia

U-Mask
Fabio Volo con la U-Mask (foto pagina Facebook U-Mask)

Mascherine protettive, Striscia la Notizia torna a trattare il tema in un servizio in onda stasera. Continua l’attenzione da parte del tg satirico sull’efficacia dei dispositivi personali anti-Covid. Il servizio di Moreno Morelli proverà a fare luce sulle sulla U-Masck, la mascherina biotech riutilizzabile fino a 200 ore pubblicizzata anche da Chiara Ferragni e dal marito Fedez.

Morelli è stato intervista dal Corriere della Sera. Ha spiegato che i controlli effettuati dall’Istituto Superiore di Sanità sono svolti su base documentale e che il marchio CE, che dovrebbe essere uno dei maggiori elementi di sicurezza, viene posto sulle mascherine direttamente da chi le produce. Sono queste stesse aziende a svolgere i test senza che nessuno li controlli.

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U-Mask, quali sono i dubbi

Secondo Striscia la Notizia, molte mascherine U-Mask filtrano meno del 95% come indica la legge. Morelli ha dichiarato al quotidiano che hanno fatto dei test a campioni notando che circolano molte mascherine che non sono a norma.

Ma per quale motivo l’azienda produttrice svolge test autonomamente? Per queste mascherine – fa sapere – non si possono applicare metodi tradizionali e si usa uno innovativo e personale.

Le U-Mask sono usate anche dai politici nelle sedi istituzionali e anche in Formula 1. Hanno un costo di 35 euro ma secondo Striscia non sono migliori di quelle chirurgiche di 50 centesimi, anzi, sarebbero vero esattamente il contrario.

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Nella dichiarazione al Corriere Morello specifica che quando l’azienda fa testare autonomamente le mascherine non commette alcun illecito. Questo modo di fare senza controllo terzi, però, non assicura che non ci siano errori di qualsiasi natura o omissioni.