Brexit, star britanniche contro il governo: da Ed Sheeran a Elton John

Dopo la Brexit, diverse star della Gran Bretagna si sono espresse contro il Governo di Boris Johnson. Andiamo a vedere cosa sta succedendo.

Brexit star contro Governo
Tantissime le stelle britanniche contro il Boris Johnson (Getty Images)

Una lettera rivolta al Governo in seguito alla Brexit è arrivata direttamente dalle star dello spettacolo della Gran Bretagna, che si schierano contro Boris Johnson. Infatti il motivo principale della testo inviato al premier britannico sarebbe proprio la libera circolazione delle band del paese. Gli artisti hanno chiesto un provvedimento urgente per riparare il danno.

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Sono diversi i nomi di spicco che compaiono nella lettera, da Liam Gallagher a Ed Sheeran, per passare ad Elton John pronti a protestare contro la storica uscita dall’Unione Europea. Gli artisti sono rimasti profondamente delusi da Boris Johnson e hanno consegnato la lettera al “The Times”, che ha provveduto nel pubblicarla. Inoltre stando ai cantanti, i costi dovuti alla burocrazia renderanno i tour impraticabili, specialmente per gli artisti emergenti.

Brexit, le star della musica contro al Governo: le richieste a Boris Johnson

Brexit star contro governo
Elton John e Ed Sheeran durante una performance ai Grammy’s (Getty Images)

La Brexit quindi è arrivata a creare problemi anche nel mondo della musica. Infatti dopo il periodo di transizione dell’uscita dall’Ue, ai lavoratori non è consentito muoverssi senza il visto. Inoltre alcuni di questi, come cantanti e artisti, dovrebbero richiedere ulteriori permessi di lavoro per performare in alcuni paesi. Per questo motivo gli artisti hanno aumentato la pressione sul Governo, chiedendo un’esenzione speciale.

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Nella lettera pubblicata oggi dal Times, gli artisti chiedono al Governo di mantenere le promesse, attuando tutte le misure presentate prima del referendum. La lettera ha ricevuto più di 100 firme, tra cui volti celebri della musica comeBrian May, Roger Waters, Roger Daltrey e Sting. Ma il problema riguarderebbe anche le troupe cinematografiche e televisive, che dovranno osservare le stesse regole, richiedendo visti aggiuntivi.

Per questo motivo anche coloro fanno parte di questo mondo dovranno richiedere un permesso di soggiorno o un visto aggiuntivo per i soggiorni di durata maggiore ai 90 giorni. Il tutto dovrà essere richiesto alla nazione nella quale si sta lavorando o direttamente all’Unione Europea. Regole diverse si applicano in Bulgaria, Croazia, Cipro e Romania. Infatti se un lavoratore visita una di queste quattro nazioni, le visite in altri paesi dell’UE non vengono conteggiate nel totale di 90 giorni.