Napoli, con la zona gialla torna la movida: caos al centro storico

Napoli torna in zona gialla e riparte la movida al centro storico. Grande affluenza di persone tra cicchetti e musica raggae. 

Napoli movida
Locali presi d’assalto nel centro storico (immagine di repertorio)

Il ritorno della zona gialla è stata di gradimento al popolo napoletano. Infatti nel pomeriggio della giornata di ieri, il centro storico di Napoli è stato preso d’assalto dalla movida, tra folla, alcol e musica raggae. Infatti molti cittadini hanno interpretato male le regole dell’ultimo Dpcm, che tra l’altro impedisce l’asporto dopo le 18 ed il consumo in strada.

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Così in molti si sono adattati, facendo prima spesa e poi riversandosi in strada. Scene di caos nel centro partenopeo, con diverse zone del centro piene di giovani e non pronti a consumare aperitivi. Si è creata confusione quindi sia tra i proprietari dei locali che tra i clienti. Andiamo quindi a vedere cosa è successo nel pomeriggio di ieri.

Napoli, torna la movida: centro storico preso d’assalto

Napoli movida
Cosa è successo durante il sabato pomeriggio (Getty Images)

Sono state diverse le zone del centro pre d’assalto dalla folla. Infatti una di queste è la zona tra via Bisignano, piazzetta Rodinó e Amendola. Così è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine che hanno costretto i gestori dei locali ad abbassare la saracinesca alle ore 18.

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Lo sdegno è stato grande con uno dei gestori di un noto locale al centro che afferma: “Il dpcm si contraddice, a pagina 12 compare vietato il consumo nei luoghi pubblici, in seguito dice: Dopo le 18 vietato il consumo nelle adiacenze. Ormai le regole sono sempre più complicate. Ogni giorno dobbiamo studiare nuove carte“.

Ma la confusione regna anche tra i clienti. Infatti in molti hanno affermato che erano convinti di poter bere. Mentre altri, consapevoli delle regole, hanno deciso prima di fare spesa al supermercato, per poi consumare a casa. Ma il traffico in strada nella giornata di ieri era quasi quello di un sabato qualunque pre-Covid. A favorire questa situazione anche i tanti ristoranti che alle 20 hanno venduto birra, cicchetti o vino sottobanco.