Covid, Zangrillo racconta: “Vaccinare in Rsa fra l’esperienze più belle”

Continuano le vaccinazioni contro il Covid, con Alberto Zangrillo che racconta una delle sue esperienze più belle avvenuta nelle Rsa.

Covid Zangrillo
Il primario del San Raffaele offre la sua testimonianza (Getty Images)

In Italia non si arrestano le vaccinazioni contro il Covid-19, con il paese che è diventato il primo in Europa ad aver raggiunto il milione di somministrazione. Un grandissimo traguardo per la penisola, che nonostante i ritardi di Pfizer sta riuscendo a rispondere alla pandemia. Tra i più coinvolti in questa emergenza Covid troviamo Alberto Zangrillo. Infatti il primario del San Raffaele di Milano è riuscito anche a curare Silvio Berlusconi dal virus.

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Ma non solo, in questi giorni è coinvolto anche nelle vaccinazioni contro il Coronavirus. Infatti una delle esperienze più belle della sua carriera, riporta il primario, è proprio la somministrazione nelle Rsa. Zangrillo si dice emozionato nel fare qualcosa di speciale per le persone che più corrono dei rischi nella lotta contro al virus. Dopo una richiesta alla Regione, Zangrillo è riuscito ad operare come vaccinatore in una Rsa di Milano.

Covid, Zangrillo sul vaccino: “Lo faccio anche per i miei figli, stiamo rubando loro il futuro”

Covid Zangrillo
Le parole del primario del San Raffaele (Getty Images)

Dopo aver capito di essere utile nelle vaccinazioni, Alberto Zangrillo è riuscito ad ottenere il via libera per operare nelle strutture in capo all’Asst Fatebenefratelli-Sacco. Infatti il primario ha somministrato i vaccini presso la Rsa Quarenghi e al centro Girola, insieme ai suoi collaboratori. Ma l’impegno non è solo per le categorie più a rischio, infatti Zangrillo afferma di farlo anche per i propri figli, visto che l’emergenza sta rubando anche il loro futuro.

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Come testimonia Zangrillo, al momento attuale, si sta vivendo in preda a previsioni e teoremi che si discostano dalla realtà quotidiana. Proprio per questo il primario vuole offrire un apporto dimostrativo e pratico, proprio per chi ha pensato che si potessero applicare priorità di intervento terapeutico in base all’età. Zangrillo ha concluso affermando ogni malato ha bisogno di una terapia, ricordando che spesso la sbagliata cura a domicilio porta alla morte.