Covid, il report dell’Iss fa paura: “Rt a 1.09, rischio epidemia incontrollata”

Il nuovo report dell’Iss fa paura, con il serio rischio di un’epidemia da Covid incontrollata. L’Rt sale a 1.09 ed è in continua crescita. 

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L’Istituto Superiore di Sanità avverte sul possibile pericolo(Getty Images)

L’ultimo report dell’Iss su cui sono state prese le decisioni per l’ultimo Dpcm presenta il rischio di epidemia da Covid incontrollata. Stando ai numeri in possesso dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Rt sarebbe in continua crescita da oramai cinque settimane ed a livello nazionale avrebbe raggiunto l’1.09. Così è sempre più concreto il rischio di terza ondata, mentre in alcune zone in Italia l’Rt è in continua crescita.

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Infatti in Lombardia e nella provincia autonoma di Bolzano l’indice Rt ha raggiunto il livello 1.25, dato che evidenzia il peggioramento generale della situazione. Inoltre sempre l’indice Rt in ben 9 regioni è salito al di sopra dell’1. Mentre invece in ben 12 tra regioni e province autonome, le terapie intensive sono al di sopra della soglia critica. Andiamo quindi a vedere tutti i dati illustrati dall’Istituto Superiore di Sanità.

Report Iss, il Covid torna a preoccupare: tutti i dati

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I numeri illustrati dall’Istituto superiore della Sanità (Getty Images)

Come anticipato l’indice Rt è in continua salita da ben cinque settimane, con un impennata registrata a partire dal 23 dicembre. La risalita dei contagi in Italia va di pari passo con i numeri europei, con la maggior diffusione di varianti con una trasmessibilità superiore. Così Lombardia e Bolzano hanno l’Rt al di sopra dell’1.25.

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Mentre invece sale sopra l’1, l’Rt in nove regioni: Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta. Mentre invece altre 10 regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno. Inoltre negli ultimi giorni sembrebbe aumentata anche l’incidenza a livello nazionale.

Infatti nel periodo che va dal 28 dicembre 2020-10 gennaio 2021, l’incidenza è di 368,75 casi per 100.000 abitanti. Dato in netta cresciata rispetto al periodo che va 21 dicembre-3 gennaio, dove i casi erano di 313,28 su 100mila abitanti. Così l’Iss conclude affermando che la pandemia resta in una fase delicata. Per questo motivo la volontà dell’Istituto ha espresso il parere positivo alle ulteriori strette, per tornare a ridurre tutti i dati.