Tiziana Cantone, caso riaperto: indagini sul foulard usato per impiccarsi

Tiziana Cantone, consulenza di parte per analizzare il foulard. Da chiarire vari aspetti come la scomparsa dei dati dal cellulare

Tiziana Cantone
Foto gruppo Facebook

Tiziana Cantone in questi anni è diventata la vittima simbolo del revenge-porn da prima che esistesse una legge in merito. Una storia che riapre un punto dopo quattro anni dalla morte della 31enne di Mugnano, città alle porte di Napoli. All’epoca non si ritenne necessario fare l’autopsia ma ci sono due aspetti sui quali la famiglia ha sempre espresso perplessità: la ferita sul collo della vittima (due centimetri e mezzo, misura che sembra eccessiva per un foulard) e la cancellazione dei dati dall’iPhone e iPad della ragazza.

La Procura di Napoli Nord, guidata da Francesco Greco, indaga su una qfronte inedito, frode processuale, chiarire se tutti i dati informatici della ragazza all’epoca furono trasferiti alla Procura di Napoli, titolare dell’inchiesta sulla morte. Ma non solo. L’avvocato della famiglia ha ottenuto il dissequestro del capo usato da Tiziana per impiccarsi a casa. Il foulard sarà analizzato da un consulente di parte.

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Tiziana Cantone, la vicenda

Tiziana Cantone era una ragazza di Mugnano di Napoli presente in un video dove aveva dei rapporti sessuali con il fidanzato. Fu lei a denunciare tutto alle autorità competente per richiedere la rimozione dal web e ogni sul traccia di quel video. Tiziana era tormentata da quelle immagini che sarebbero dovute rimanere primate, poi il tragico epilogo.

Sulla sua morte sono stati vari i filoni giudiziari aperti e chiusi come quello per l’istigazione al suicidio nei confronti di altri uomini che facevano parte di chat private dov’era presente anche la ragazza. È ancora aperto il procedimento verso Sergio Di Palo, l’ex fidanzato, imputato per vari capi d’accusa di aver accusato i quattro di aver diffuso quei video.

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Mentre su Di Palo indaga la Procura di Napoli, i colleghi di Napoli Nord portano avanti la vicenda del foulard ma anche altri aspetti. La prima a soccorrere la ragazza fu una zia che sciolse il nodo con una mano sola. Ciò indica che non fosse in tensione. Da chiarire anche che fine ha fatto la catenina con il volto di Gesù dalla quale la ragazza non si staccava mai.