Covid, report Iss: Campania cambia colore, tre regioni a rischio alto

L’ultimo report dell’Iss sulla situazione Covid in Italia. Migliora in Campania, mentre Calabria, Puglia e Sardegna sono a rischio alto.

Covid Iss
La situazione Coronavirus migliora leggermente in Italia (via Getty Images)

L’ultimo report stilato dall’Iss sulla situazione Covid in Italia evidenzia l’alto rischio di contagio in Calabria, Puglia e Sardegna, quest’ultima evidenziata ad alto rischio proprio per l’incertezza sui dati comunicati. Questo è quanto è emerso dall’ultimo report stilato dall’Istituto Superiore della Sanità, con la Sardegna che rimane a rischio alto proprio perchè i dati non sono ancora completi, e quindi è stata presa una scelta precauzionale.

Inoltre sempre i principali esponenti dell’Iss hanno attestato che l’indice Rt in Italia è sceso allo 0,91, con ben 16 regioni che ad oggi hanno l’Rt inferiore ad 1. Un successo per il Governo che con le nuove linee guida è riuscito a far calare l’indice di contagio. Nell’ultima settimana si è osservata una riduzione generale del rischio complessivo. Le regioni autonome sono finalmente a rischio moderato, mentre invece due regioni sono scese a rischio basso e sono Basilicata e Campania.

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Covid, il report dell’Iss: come sta andando la pandemia in Italia

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Come si sta evolvendo la situazione il Coronavirus nella penisola (Getty Images)

Ad oggi sono ben 16 le regioni classificate a rischio moderato di Sars-Cov-2. Inoltre tra queste regioni ben cinque rischiano di passare dalla zona Arancione alla Zona Rossa. Infatti se non cambia l’indice di trasmissibilità, nel prossimo mese passeranno a zona rossa: Emilia Romagna, Marche, Molise, provincia autonoma di Trento, Veneto. Per questo motivo il suggerimento è valutare attentamente le misure da adottare anche a livello sub-regionale

Infatti ad oggi l’incidenza è ancora troppo alta per permettere al governo di avviare una gestione sostenibile. Proprio per questo motivo, come evidenzia il documento, la gestione potrà cambiare solamente con un’ulteriore discesa del numero di nuove infezioni e di conseguenza quindi una riduzione di ricoveri, terapie intensive e pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri.

Ad oggi infatti, stando ai dati, nonostante i miglioramenti rimane ancora alto il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva. Dopo un mese dal Dpcm del 3 novembre, infatti, il tasso di terapie intensive occupate supera la soglia critica a livello nazionale. Dal 24 novembre, il numero di terapie intensive è sceso da 3.816 a 3.663, mentre i ricoveri sono passati da 34.577 a 32.811.

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L.P.

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