Coronavirus Calabria, scuole chiuse fino al 28 novembre. Spirlì: “Decisione difficile”

La Regione Calabria ha sancito la chiusura delle scuole da lunedì per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. L’ordinanza.

Coronavirus Calabria
Le nuove direttive della Regione Calabria per la scuola (Getty Images)

Il presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì, ha firmato un’ordinanza con la quale prevede la chiusura delle scuole nella Regione Calabria.

“In Calabria sono sospese tutte le attività scolastiche di ogni ordine e grado, con ricorso alla didattica a distanza, dal 16 al 28 novembre”, si legge sul sito ufficiale della Regione. Una decisione che arriva nelle stesse ore in cui la Campania ha deciso di riaprire almeno per l’infanzia e le elementari dal 24 novembre. “Resta consentita, sulla base delle singole organizzazioni, per gli studenti con disabilità, «la didattica digitale integrata presso gli istituti scolastici, alla presenza dei rispettivi insegnanti di sostegno». 

Le autorità scolastiche, inoltre, «dispongono misure affinché altre tipologie di accessi verso i plessi, siano contingentate», è scritto nell’ordinanza.

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Coronavirus Calabria, arriva l’ordinanza sulle scuole

Coronavirus Calabria
Chiuse anche le scuole dell’infanzia (Getty Images)

Sul sito ufficiale della Regione Calabria, inoltre, si leggono le parole del presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì.

Non è stata una decisione facile, perché fermare la didattica in presenza – afferma Spirlì – significa privare i bambini, gli adolescenti e i giovani di un diritto garantito dalla Costituzione e da tutte le leggi in materia”.

L’emergenza Covid, però, non permette di sottovalutare il pericolo. “Le scuole, come tutti gli altri edifici pubblici – spiega ancora il presidente -, sono abitate da esseri umani, i quali – molto spesso e loro malgrado – sono trasportatori silenziosi di questo pericolosissimo virus”.

In chiusura, inoltre, Spirlì ricorda che “le famiglie, in questo momento drammatico, devono essere tutelate, soprattutto in ambito sanitario”.

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