Veneto, no dei veterinari a Zaia: “Fare i tamponi è abuso di professione”

Caos in Veneto, dove Luca Zaia ha chiesto ai veterinari di fare i tamponi. Arriva un secco no: “Sarebbe abuso di professione”.

Veneto Zaia
Il rifiuto dei veterinari al governatore (Getty Images)

E’ scontro in Veneto, dopo che il governatore Luca Zaia ha chiesto ai veterinari di effettuare i tamponi veloci. Infatti dopo aver precettato 3mila medici di base per l’esecuzione dei tamponi, il governatore ha provato ad arruolare ben 2.400 veterinari, per eseguire uno screening più veloce della popolazione.

Lo stesso Zaia aveva giustificato la proposta affermando: “Vogliamo coinvolgerli nel testing, sono perfettamente in grado di assolvere al compito in quanto esperti di mammiferi, hanno studiato l’anatomia umana oltre a quella animale, superando esami di chimica, biochimica e fisiologia“. Inoltre per il governatore, i veterinari potevano essere utilizzati nei drive-in, per testare gli automobilisti.

Ma la proposta non è proprio andata giù ai veterinari, che adesso parlano di abuso da parte del governatore. Infatti la stessa categoria ha ricordato a Zaia, che per loro svolgere tale attività significherebbe fare abuso di professione. Infatti, Maria Chiara Bove della Sivemp ha concluso affermando che, per i tamponi, i veterinari non è possibile svolgere attività per cui non si hanno competenze, nè copertura giuridica.

POTREBBE INTERESSARTI >>> Covid, Speranza a Regioni: “Serve unità e responsabilità, non polemiche”

Veneto, il rifiuto dei veterinari a Zaia: convolgimento sperimentato già nella prima ondata

Veneto Zaia
La sperimentazione avvenne già a marzo (Getty Images)

Ma la proposta di Zaia ai veterinari non è nuova, infatti già durante la prima ondata il governatore avanzò la stessa proposta. Infatti in quell’occasione, il governatore chiese in prestito macchinari in uso agli ambulatori, come risorsa da aggiungere alla Sanità Pubblica. Ma la Bovo ha rigettato fermamente la richiesta di Zaia, ricordando che i veterinari svolgono quotidianamente controlli alla filiera agroalimentare.

Inoltre la Bovo ha invitato le Aziende Sanitari locali a riflettere sulle conseguenze che potrebbe avere la proposta di Zaia. Ad oggi i veterinari da arruolare sarebbero ben 2.450. L’obiettivo di Zaia sarebbe quello di incrementare i tracciamenti, facendo uso di tamponi rapidi. Ma uno dei motivi per cui il governatore non riesce ad organizzare tale macchina, è proprio per la mancata organizzazione della logistica a livello sanitario.

POTREBBE INTERESSARTI >>> Zona gialla, arancione e rossa: i 21 parametri che la determinano

L.P.

Per altre notizie di Politica, CLICCA QUI !