Referendum in Cile, svolta storica: via la Costituzione di Pinochet

In Cile il 78% degli aventi diritto hanno votato a favore di un nuovo processo costituente: 155 cittadini chiamati a scrivere la Carta

Cile
Proteste in Cile di un anno fa (Getty Images)

Dopo trent’anni si può dire che il Cile ha definitivamente chiuso con l’esperienza dittatoriale di Augusto Pinochet. C’è stata una svolta storica nel paese sudamericano con la Costituzione del dittatore che va nel libri di storia e che sarà sostituita da una nuova, scritta da 155 eletti dal popolo e non da parlamentari.

I cileni sono stati chiamati a scegliere tra due opzioni per il nuovo corso: una “Convenzione Costituente”, composta interamente da cittadini eletti da popolo in numero di 155 e un’altra opzione che prevedeva che metà della nuova assemblea chiamata a redigere la Costituzione fosse composta da parlamentari.

La prima opzione ha stravinto con il 78% dei consensi e l’assemblea aprirà i suoi lavori nel maggio 2021. Un anno fa e fino a marzo nel paese scoppiarono dei disordini (partiti dal prezzo dei biglietti del trasporto pubblico) contro le disuguaglianze sociali che hanno origine proprio dalla Costituzione che ora sarà abolita.

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Cile, i tempi della nuova Costituzione

Saranno vari i passaggi prima che la nuova Carta entri in vigore e tutto passerà ovviamente per la volontà popolare attraverso le elezioni. L’11 aprile prossimo si terranno le elezioni per votare i 155 rappresentanti che andranno a scrivere la Costituzione e ci sarà anche una rappresentanza della popolazione indigena.

Dopo un mese i 155 cominceranno a lavorare e quello che emergerà da questa discussione che durerà circa un anno e forse più, sarà sottoposto ancora a referendum nella seconda metà del 2022: se la Costituzione sarà approvata, entrerà subito in vigore sostituendo la vecchia. Una nuova Costituzione era una delle richieste dei manifestanti di un anno fa.

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