Trapani, salta la trasferta a Catanzaro: squadra esclusa dal campionato

Il Trapani escluso dal campionato di Lega Pro: la squadra oggi pomeriggio non potrà andare a Catanzaro, seconda rinuncia e radiazione.

Trapani
Campo da calcio, stadio (Pixabay)

Catanzaro-Trapani non si giocherà. La gara di Lega Pro, valida per la seconda giornata del Gruppo C e prevista per le 17.30 di oggi, sarà assegnata a tavolino ai padroni di casa. Il pullman del Trapani, infatti, non è partito per la trasferta calabrese. Seconda rinuncia e conseguente esclusione dal campionato.

L’edizione online de La Repubblica traccia le tappe dell’ultima giornata di vita del club. Il comitato di tifosi “C’è chi il Trapani lo ama” era in attesa delle liberatorie di cinque contratti sottoscritti dal patron granata, l’imprenditore Gianluca Pellino. Si tratta dei contatti del nuovo allenatore Biagioni (mai effettivamente tesserato quindi), il suo vice Giacalone, il direttore sportivo Torma e il segretario Filippazzo. Il precedente tecnico, Daniele Di Donato, nel frattempo era stato richiamato dalla società per guidare la squadra.

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Trapani, contratti senza liberatorie e le dimissioni dell’allenatore

Veneto, stadi
Stadio (Pixabay)

Tutto si è arenato su una cifra di circa 250 mila euro, che il comitato non ha voluto aggiungere ai potenziali debiti (oltre 4 milioni) già presenti nel bilancio del Trapani. A quel punto Di Donato ha preso una decisione: inviata la lettera con le proprie dimissioni. Adesso la squadra è senza allenatore: il 3-0 a tavolino sarebbe stato inevitabile pur presentandosi a Catanzaro, in assenza di un tecnico. Esattamente come era accaduto la settimana scorsa nella sconfitta a tavolino con la Casertana.

Di Donato ha raccontato ai microfoni di gianlucadimarzio.com le ultime ore di attesa e riflessione: “Mi dispiace tanto per la città, ero venuto a Trapani con la voglia di far bene ma poi le condizioni sono peggiorate. Ho sperato fino alla fine che tutto si potesse risolvere e che il comitato di tifosi potesse concludere l’acquisto della società da Pellino”.

L’allenatore ha poi ribadito i dubbi legati alla gestione del presidente Pellino: “Ho aspettato fino a questa sera e speravo che la situazione si sbloccasse. Con il comitato avrei detto sì e sarei andato a giocare anche con i ragazzini perché c’è un progetto dietro che garantiva continuità. Con Pellino no. Anche se non mi fossi dimesso non credo sarebbe stato possibile andare a Catanzaro”.

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